Pupetta Maresca contro Gomorra: è diseducativa

Lady Camorra contro la serie: scene terribili ho spento la tv

pupetta maresca contro gomorra e diseducativa
Castellammare di Stabia.  

"Gomorra non è educativa. Di fronte a quelle scene terribili anche io ho spento la televisione. Oggi i bambini si travestono dai protagonisti della serie: tutto questo è inaudito”. A parlare è Pupetta Maresca, al secolo Assunta, conosciuta anche come Lady Camorra, nota anche per la fiction 'Pupetta' con Manuela Arcuri, in onda su Canale 5, che della storia di Assunta Maresca ha fatto un successo televisivo nazionale.  La donna che sfidò Cutolo e ha ispirato un film e una serie televisiva spiega: «I ragazzi si vestono come quei personaggi»

Pupetta Maresca è la protagonista dell'ultima puntata di Reality Car. “Amo tantissimo Castellammare. Amo anche le pietre di questa città e vederla abbandonata così mi fa male. Purtroppo chiunque ‘sale’ al Comune non fa niente. La colpa è dei politici”.

Lei stessa che in passato era soprannominata Lady camorra, essendo stata una esponente della mafia italiana, si scaglia contro la serie. Durante la puntata, D’Averio alla guida della macchina, sottopone la suddetta ad una serie di domande. E tra un commento e l’altro si scaglia contro Gomorra e analizza lo stato politico e le condizioni di Castellammare di Stabia, dove appunto viene girato il programma e dove lei è residente.

Durante la puntata parla anche di sé e degli eventi che hanno segnato il suo passato come l’eclatante omicidio di camorra per cui fu condannata a 13 anni di carcere. “Contro di me furono sparati 12 proiettili, mentre io avevo una pistola piccola, una 7,65 con sei colpi. Potevo morire anche io. Il mio più grande errore? Potrei dire aver ucciso, ma se non l’avessi fatto a quest’ora sarei morta io”.

Oggi ottantenne, negli anni Cinquanta è stata tra le prime donne ad avere un ruolo decisivo nell’organizzazione criminale. A tal punto che per vendicare l’uccisione del marito - Pasquale Simonetti, detto Pascalone ‘e Nola - fu lei a freddare il boss rivale sparando sei colpi di pistola. Ed è ancora lei, qualche decennio dopo, a inizio anni Ottanta, a schierarsi in prima linea per contrastare - nella lotta tra clan - Raffaele Cutolo e la Nco (Nuova camorra organizzata).

Siep