Sibilia: "Ecco perchè abbiamo tolto la scorta a Ruotolo"

Il sottosegretario all'interno, risponde ad un'interrogazione di Gennaro Migliore

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Napoli.  

"La scorta in favore del giornalista Sandro Ruotolo in atto dall'inizio del mese di maggio del 2015 ed assegnata all'Arma dei Carabinieri, è stata disposta, su proposta della prefettura di Roma, a seguito di minacce verbali da parte del boss dei Casalesi Zagaria, segnalate dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli.

La misura tutoria era stata configurata in quella di terzo livello. Tale dispositivo è stato mantenuto sino all'aprile 2018 quando, in occasione della periodica revisione delle posizioni individuali, in assenza di elementi sintomatici di esposizione a pericolo in sede locale, la prefettura di Roma ha proposto, in via prudenziale, la rimodulazione della misura tutoria al quarto livello di rischio. La predetta valutazione è stata ratificata dall'Ucis (Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale; Ndr) il 20 aprile 2018. Successivamente, il 29 ottobre 2018, la prefettura di Roma ha proposto la revoca del dispositivo nei confronti del dottor Ruotolo, in considerazione del progressivo affievolimento del grado di esposizione a rischio del giornalista. Pertanto, l'8 gennaio 2019, l'Ucis ha disposto la revoca della misura a far data dal 15 febbraio".

Lo ha dichiarato il sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia (M5S) nel rispondere ad una iinterrogazione di Gennaro Migliore (Pd), in commissione Affari costituzionali alla Camera, sulla revoca della scorta al giornalista Sandro Ruotolo.

"A seguito di approfondimenti istruttori - ha aggiunto Sibilia - il predetto Ufficio ha disposto, il 4 febbraio, la sospensione del provvedimento di revoca della misura, in attesa di ulteriori elementi richiesti alle prefetture di Roma, Napoli e Caserta, al fine di un aggiornamento delle informazioni concernenti il dottor Ruotolo che, allo stato, continua, quindi, a rimanere destinatario di una misura di protezione di quarto livello in carico al reparto scorte e sicurezza Carabinieri di Roma."

Poi Sibilia ha chiarito un ultimo aspetto: "A livello procedurale, "la valutazione delle situazioni di potenziale esposizione a pericolo individuale è effettuata, in attuazione della legge n. 133 del 2002, sulla base di valutazioni tecniche operate ad un duplice livello: quello locale, nell'ambito della riunione tecnica di coordinamento delle forze di Polizia, presieduta dal prefetto e con la partecipazione dei vertici provinciali delle forze di Polizia, che forniscono gli elementi informativi raccolti in sede istruttoria; quello centrale, a cura dell'Ucis presso il dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell'iInterno, cui spetta il coordinamento degli elementi raccolti in sede locale con eventuali ulteriori dati e la conseguente adozione delle definitive determinazioni di merito".