Operai Whirlpool bloccano uscita dell’autostrada a San Giovanni a Teduccio. Alla vigilia del nuovo incontro al Mise riesplode a protesta. Senza alcun avviso stamane sono state caricate lavatrici da destinare a magazzini in Polonia ed altri depositi, diversi da quelli ordinari, senza avvertire le sigle sindacali, a conferma della volontà di disimpegnare definitivamente il sito di Napoli e successivamente di spostarsi dall'Italia. "Reputiamo questa scelta scellerata inaccettabile - dicono le rsu - ma soprattutto pericolosa perché serve a destabilizzare il clima alla vigilia di un importante incontro col ministro".
Stando a quanto dichiarò Di maio la scorsa settimana l'azienda si è impegnata a continuare a produrre a Napoli. Ma i segnali che arrivano vanno nella direzione opposta.
Domani partiranno cinque autobus dallo stabilimento di via Argine, diretti a Roma. «Ancora una volta - si legge in un comunicato delle Rappresentanze sindacali - la Whirlpool continua a provocare i lavoratori e a confermare nei fatti la volontà di chiudere il sito di Napoli, giocando scorrettamente su due tavoli: quello del fittizio confronto sindacale e quello di azioni industriali che contraddicono quanto si afferma ai tavoli istituzionali».
«Invitiamo non solo le segreteria regionali e nazionali ma anche le istituzioni comunali, regionali ed il governo per far terminare queste continue provocazioni - conclude il documento - e fare in modo di non alimentare ulteriormente le continue tensioni nell'incontro di domani, già fomentate dallo spostamento dell'incontro di venerdi 21 giugno. Per tali motivazioni la Rsu dichiara un ulteriore momento di mobilitazione con sciopero nella giornata di oggi per protestare contro questi atteggiamenti e contro la volontà di Whirlpool di abbandonare Napoli».
