La schiena è completamente piena di lividi ed ecchimosi. E sul corpo compaiono chiazze rosso scuro e violacee. Le foto pubblicate in esclusiva dal quotidiano “Il Mattino” e che sono contenute negli atti dell’inchiesta sulla morte di Michele Noschese, in arte dj Godzi, lasciano spazio ad atroci dubbi. Gli stessi che dallo scorso 19 luglio tormentano Giuseppe Noschese, il papà del 36enne napoletano morto ad Ibiza in circostanze tutte da chiarire.
«Da padre ritengo che la vicenda di mio figlio debba avere un risvolto chiaro e che la giustizia possa fare il suo corso», ha detto ad Ottochannel canale 16 Giuseppe Noschese, padre di dj Godzi. «Non è assolutamente giusto che un ragazzo di 36 anni debba morire in circostanze che fino ad ora sono apparse abbastanza misteriose in quanto una versione dei fatti, che è stata data in maniera abbastanza rapida e frettolosa dalle autorità competenti spagnole, non ci convince».
Per l’autopsia spagnola, Michele sarebbe morto per un arresto cardiocircolatorio dovuto ad uso di sostanze stupefacenti. Ma i lividi e le fratture multiple riportare nella perizia alimentano i dubbi della famiglia che continua a chiedere chiarezza e giustizia.
«Mio figlio godeva di ottima salute», ha aggiunto Noschese. «Non era un habituè di sostanze, c’è qualcosa che va inevitabilmente chiarita. Sono sicuro che le autorità istituzionali, la magistratura italiana e tutti gli organi preposti faranno ampia chiarezza sull’accaduto».
