Lei in abito bianco con pelliccia per ripararsi dal gelo, lui in completo scuro e sciarpa al collo. Non è il set di un film, ma il fuori programma che ha scosso Torre Annunziata sabato sera. Una coppia di neo-sposi, accompagnata da un manipolo di tifosi, si è introdotta abusivamente nello stadio comunale Giraud per scattare le foto dell'album di nozze sotto i riflettori del campo. Il video della "serata di gloria", finito dritto sui social, ha però trasformato il brindisi in un caso giudiziario: il sindaco Corrado Cuccurullo ha presentato denuncia alla polizia per l'accesso non autorizzato alla struttura pubblica.
Riflettori accesi e cori da stadio: il video della discordia
Mentre la squadra del Savoia era già in viaggio verso Gela per la trasferta, i cancelli dello stadio si sono aperti misteriosamente per accogliere il corteo nuziale. Le immagini circolate su TikTok mostrano una scena surreale: i fari dell'impianto che illuminano il dischetto del centrocampo, l'inno della squadra cantato a squarciagola dalla tribuna e gli sposi che posano per il fotografo davanti alla porta. L'atmosfera da stadio, condita da cori e incitamenti, è stata interrotta bruscamente solo dal sollecito di qualcuno che, dietro la telecamera, urlava: «Fate presto, devo chiudere». Un dettaglio, questo, che suggerisce la presenza di qualcuno in possesso delle chiavi, dando il via a una caccia al responsabile che agita ora gli uffici comunali.
Le reazioni: tra sogni d'amore e indagini interne
La reazione del primo cittadino non si è fatta attendere. Cuccurullo ha definito l'episodio "una vergogna gravissima" e ha annunciato un'ispezione interna per verificare se qualche dipendente comunale abbia favorito l'irruzione. Il problema, oltre all'accesso indebito, riguarda anche la sicurezza: i sistemi di videosorveglianza interna, nonostante il recente restyling, non sono ancora attivi, lasciando come unica prova i filmati "fatti in casa" dagli stessi partecipanti.
Dal canto suo, lo sposo ha deciso di non nascondersi, replicando via social con una rivendicazione di appartenenza: «Ho realizzato un sogno, l'ho fatto per amore della squadra. Mi assumo tutte le responsabilità». Una difesa passionale che però si scontra con la posizione ufficiale della società Savoia Calcio, che si è dichiarata totalmente estranea ai fatti, precisando che al momento dell'incursione nessuno dello staff era presente nella struttura.
Una questione di chiavi e responsabilità
Il nodo della vicenda resta legato a quella serratura aperta in una serata che doveva essere di calma assoluta. Gli investigatori analizzeranno le telecamere esterne per identificare i presenti e capire come il gruppo sia riuscito ad accendere l'intero impianto di illuminazione, operazione che richiede una conoscenza tecnica non banale dei quadri elettrici dello stadio. Quello che doveva essere un omaggio romantico alla propria fede calcistica rischia ora di trasformarsi in un lungo iter legale per violazione di proprietà pubblica, segnando un precedente amaro sul confine sottile tra passione popolare e rispetto delle regole comuni.
