Napoli, municipalità: il flop del taglio dei consiglieri

Capodanno: "Vanno abolite e istituiti i Comuni metropolitani"

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Napoli.  

" Come era prevedibile e come ampiamente previsto nell'ultima seduta del Consiglio comunale di Napoli, avvenuta il 22 gennaio scorso, la delibera per ridurre il numero di consiglieri da 30 a 24 e il numero di assessori da 4 a 2 dei quali solo uno esterno, per ciascuna delle dieci municipalità cittadine, proposta dalla Giunta comunale, è stata bocciata. Su 27 presenti al momento del voto ben 24 consiglieri, sia della maggioranza che dell'opposizione, hanno votato no al taglio, mentre solo 3 si sono dichiarati favorevoli. Dunque la modifica statutaria proposta resta al palo e, di conseguenza, le oramai prossime elezioni comunali e municipali si svolgeranno con le stesse modalità di quelle precedenti. In pratica resta l'esercito di ben 300 consiglieri municipali a fronte di 40 consiglieri comunali per il capoluogo partenopeo ai quali vanno aggiunti i 10 presidenti e i 30 assessori esterni, tre per ciascuna municipalità, visto che il quarto assessore viene scelto tra i trenta consiglieri eletti con la funzione di vice-presidente ". A intervenire sulla vicenda è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione Vomero che, da anni si batte per l'abolizione delle municipalità e la loro sostituzione con i Comuni metropolitani, così come era previsto dalla riforma per le elezioni amministrative nelle aree metropolitane, riforma a tutt'oggi rimasta sulla carta.

 " La vicenda della riduzione dei costi per le municipalità - sottolinea Capodanno - è tornata di recente alla ribalta a seguito dell'indagine promossa a Napoli dalla Procura regionale della Corte dei conti per la Campania. Al riguardo ricordo che, quando, agli inizi degli anni '80, furono costituite le allora 20 circoscrizioni, con elezioni dirette,  questi organisti avevano essenzialmente la finalità di promuovere la partecipazione popolare alla gestione della cosa pubblica, non avendo già allora alcuna reale possibilità operativa nelle soluzione dei problemi, non avendo peraltro né risorse finanziarie autonome né personale adeguato, se non quello amministrativo per il mero funzionamento dell'organismo decentrato. All'epoca i consiglieri municipali eletti ricevevano 20mila lire per seduta ma solo per la partecipazione effettiva ai consigli municipali, e non alle commissioni per le quali la partecipazione era gratuita. Non esistevano gli assessori e il presidente riceveva un'indennità mensile di circa 600mila lire. L'esonero per i consiglieri dipendenti era riconosciuto solo per le riunioni del consiglio e per le ore strettamente necessarie ".

" Con il successivo accorpamento, avvenuto nel 2005, delle 21 circoscrizioni in 10 municipalità - afferma Capodanno -, non solo si è persa la finalità principale di questi organismi, visto che mediamente gestiscono un territorio con circa 100mila abitanti, più di quanti ve ne siano nella media dei comuni italiani, ma, pur mantenendo una scarsa incidenza nelle decisioni che continuano a essere assunte a livello centrale, sono stati aggiunti alcuni ruoli, come quelli assessoriali, del tutto superflui, alla luce della scarsa se non nulla incidenza operativa, ruoli peraltro che in altre metropoli italiane non sono previsti ".

  " Allo stato - sottolinea Capodanno -, in attesa dell'attuazione di una riforma che. per le aree metropolitane, istituisca, al posto delle vecchie circoscrizioni, oggi municipalità, dei veri e propri comuni metropolitani, con territori tra i 150mila e 200mila abitanti, con un sindaco, due assessori e al massimo dieci consiglieri e con poteri reali derivanti dalle normative vigenti sugli enti locali, e, aspetto di non poca importanza, con personale e risorse economiche a carico dello Stato, occorreva ridurre la spesa sostenuta annualmente per le 10 municipalità partenopee, lievitata, a seguito degli adeguamenti stipendiali previsti dalla legge 234/2021 dai circa 3,3 milioni di euro del 2019 ai circa 7,5 milioni di euro all'anno attuali, più del doppio, una cifra davvero esorbitante. Come se non bastasse a tale importo, già notevole, vanno aggiunte le somme rimborsate dal Comune di Napoli per i consiglieri dipendenti che si assentano dal lavoro per partecipare alle riunioni delle commissioni e dei consigli ".

 " Un costo annuale - puntualizza Capodanno - per indennità e gettoni di presenza per le 10 municipalità partenopee, che, va ricordato, ricade integralmente sul bilancio del Comune, dal momento che, solo per sindaco, assessori e consiglieri comunali la copertura finanziaria è assicurata da un apposito fondo statale a ristoro del maggior onere del bilancio del Comune ".

" Intanto - conclude Capodanno -, in attesa che l'auspicata riforma venga attuata al più presto con l'abolizione delle municipalità e la loro sostituzione con i Comuni metropolitani, si aspetta di conoscere gli esiti dell'indagine in corso della Procura regionale della Corte dei conti per la  Campania, auspicando che possa fare chiarezza su una vicenda che ha molto turbato, e anche per certi versi indignato, i residenti delle dieci municipalità che erano, in gran parte, all'oscuro del notevole esborso di pubblico danaro per gli emolumenti corrisposti a presidenti, assessori e consiglieri municipali, a fronte peraltro di un'operatività di tali organismi ritenuta del tutto insufficiente per i risolvere i problemi dei territori amministrati ".