Frasi choc a Bagnoli: "Nella colmata mettiamoci Manfredi"

La solidarietà di Roberto Fico: "Un episodio grave e preoccupante"

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Napoli.  

“Nella colmata mettiamoci Manfredi”. È questa la scritta offensiva contro il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi apparsa a Bagnoli in occasione del corteo contro l’America’s Cup. La denuncia è arrivata dal presidente della commissione Urbanistica del Consiglio comunale, Massimo Pepe. "Manifestare è legittimo - afferma Pepe - ma non deve mai sfociare in atti di violenza verbale di questo tipo. Gesti del genere, oltre ad essere gravi e inaccettabili, dicono molto su quanto alcune delle persone che protestano tengano realmente al decoro del quartiere stesso. Mi auguro che gli organizzatori del corteo prendano le distanze da episodi di violenza, anche verbale, di questa natura".

"L'Amministrazione comunale - prosegue il presidente della Commissione Urbanistica - sta portando avanti un progetto di riqualificazione e rigenerazione urbana di Bagnoli che per oltre trent'anni è rimasto fermo. Le critiche sono comprensibili e fanno parte del confronto democratico, ma devono sempre restare nei limiti della decenza e della dialettica civile. Episodi come questo fanno male non solo alla città, ma anche al dibattito pubblico, perché inaspriscono le posizioni e impediscono un confronto costruttivo. Per questo vanno condannati con fermezza". "Come Amministrazione ribadiamo la piena disponibilità al confronto con la collettività e con la cittadinanza - conclude Pepe - ma sempre ricordando che il dissenso non può mai trasformarsi in intimidazione. Napoli merita un confronto serio, rispettoso e responsabile, all'altezza delle sfide che attendono il futuro di Bagnoli e dell'intera città"

Solidarietà è stata espressa anche dal presidente della Regione Campania, Roberto Fico. "Esprimo, a nome mio e dell’intera Giunta della Regione Campania, piena solidarietà al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, per le scritte violente comparse su un muro della città in queste ore. Si tratta di un episodio grave e preoccupante, che va condannato con fermezza. Il confronto politico e civile non può mai degenerare in intimidazioni o atti d’odio. Difendere chi amministra e rappresenta le istituzioni significa difendere la democrazia e la convivenza civile".