"L'errore fondamentale è stato l'utilizzo di ghiaccio secco. Per quale motivo sia stato utilizzato il ghiaccio secco non glielo so dire, perché non è proprio a disposizione nelle sale operatorie, si utilizza per la conservazione dei tessuti e delle valvole cardiache nelle banche delle valvole, ma non esiste il ghiaccio secco in sale operatoria, quindi come sia entrato non glielo so dire. L'errore è quello".
Lo ha spiegato Carlo Pace Napoleone, direttore della struttura complessa di cardiochirurgia pediatrica all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino che ieri ha partecipato alla riunione dell'Heart team all'ospedale Monaldi di Napoli, intervenendo a Rtl 102.5 in merito alla situazione del bambino ricoverato al Monaldi. "Il contenitore - ha chiarito - è il contenitore che è stato utilizzato negli ultimi trent'anni per fare i trapianti. Quello che conserva l'organo, al di là della soluzione cardioplegica che viene iniettata nelle coronarie, è il freddo e il freddo viene garantito dal ghiaccio, dal ghiaccio normale, il ghiaccio del frigorifero, del freezer come dire, che viene messo in questo contenitore che non è altro che un box frigorifero e il cuore con determinate accortezze viene messo in questo ghiaccio ed è il freddo che lo mantiene ad una temperatura che va tra i 4 e gli 8 gradi che lo conserva.
Il contenitore è quello che è stato usato negli ultimi trent'anni, adesso ne esistono di nuovi che hanno la temperatura che si vede all'esterno e li stiamo sostituendo progressivamente in tutti quanti i centri, però il contenitore che è stato utilizzato non era assolutamente fuori luogo, è quello che si è usato con successo negli ultimi trent'anni. L'altra cosa che vorrei chiarire è che nel momento in cui il cuore, nel momento in cui è partita la macchina del trapianto, quindi i colleghi stanno tornando indietro con il cuore, non si ferma più niente"
