Non è solo un miglioramento statistico, ma una promozione sul campo che ridisegna la geografia del turismo balneare campano. I dati ARPAC 2026, recepiti dall’ultima delibera della Regione Campania, certificano il "sorpasso" della qualità: Napoli e la Costiera dicono addio alle maglie nere del passato, mentre a Posillipo si apre una partita giudiziaria e commerciale ad alta tensione per le nuove concessioni.
La mappa del nuovo mare: da via Partenope a Vietri
In Campania vengono monitorati circa 480 km di costa, vengono effettuati oltre 2.500 prelievi a stagione. I campionamenti su Escherichia coli ed Enterococchi intestinali parlano chiaro. Il tratto di mare antistante Donn’Anna e Nazario Sauro compie il salto di qualità, passando da «buono» a «eccellente». Segno più anche per via Partenope, che conquista la classificazione «buona».
Il sindaco Gaetano Manfredi rivendica il risultato: "Sono i frutti degli investimenti sulla rete fognaria e degli impianti di sollevamento di ABC. Il prossimo passo sarà il piano d'intervento per le zone Est e Ovest, già sottoposto alla Regione."
Anche a Torre del Greco si fanno progressi, qui dove il disinquinamento del Sarno sta finalmente restituendo ossigeno (e trasparenza) alle acque. Resta invece l'attesa per Bagnoli: il divieto persiste per i sedimenti industriali, ma il progetto di bonifica guarda già alla sfida dell'America’s Cup 2027.
L’inchiesta sulle concessioni: i "Big" si sfidano a Posillipo
Se il mare è pulito, la battaglia per gestirne le rive è appena iniziata. L'Autorità Portuale accelera per assegnare i lotti di Posillipo e della Spiaggia delle Monache prima dell'inizio della stagione. Dopo lo stop dell’Agcom, che aveva bocciato il primo bando perché "limitante per la concorrenza", la nuova gara ha attirato nomi di peso. Oltre ai gestori storici (Bagno Elena, Ideal e Sirena), la sorpresa è Edoardo Trotta, patron di Palazzo Petrucci, deciso a sbarcare sull'arenile. Ma il nome che scuote l'ambiente è quello dell'imprenditore Alfredo Romeo: le indiscrezioni lo danno in partita per il lotto delle Monache, proprio sotto la sua residenza.
Canoni e Servizi: la sfida del "Sociale"
Il Presidente del Porto, Eliseo Cuccaro, ha confermato basi d'asta popolari: 3.000 euro l'anno. Una cifra destinata a lievitare sensibilmente con i rilanci, ma che porta con sé oneri pesanti. Chi vincerà dovrà garantire accesso libero (il 50% degli arenili resterà spiaggia pubblica), e servizi gratuiti (pulizia, salvataggio e manutenzione anche invernale per le aree libere saranno a carico dei privati). Con i nomi dei vincitori attesi tra poche settimane, la sfida è logistica: allestire strutture d'eccellenza in tempo record per non perdere il treno della stagione 2026.
Come si fa la classificazione delle acque
Per approfondire i dettagli tecnici del monitoraggio ARPAC, dobbiamo guardare oltre i semplici aggettivi "buono" o "eccellente". La classificazione non è un'istantanea del momento, ma il risultato di un rigoroso protocollo statistico basato sulla normativa europea (Direttiva 2006/7/CE) e nazionale (D.lgs. 116/08). Ecco i pilastri tecnici che regolano la balneabilità a Napoli e in Campania per la stagione 2026:
1. Il Quadriennio di Monitoraggio
La classificazione pubblicata con la Delibera di Giunta Regionale n. 42 del 19 febbraio 2026 non si basa solo sui rilievi dell'ultimo anno. ARPAC utilizza l'elaborazione statistica dei dati raccolti nel quadriennio 2022-2025. Perché 4 anni? Per evitare che un singolo evento eccezionale (come un'alluvione o uno sversamento accidentale) comprometta ingiustamente il giudizio su un tratto di mare, garantendo una valutazione della qualità "storica" e strutturale.
2. I Parametri Batteriologici (I "Killer" della balneazione)
La legge impone il controllo di due specifici indicatori di contaminazione fecale. I limiti di legge per definire un campione "conforme" sono: Escherichia coli: limite massimo 500 UFC/100 ml (Unità Formanti Colonia). Enterococchi intestinali: limite massimo 200 UFC/100 ml. Se un prelievo supera anche solo uno di questi valori, scatta immediatamente il divieto temporaneo di balneazione, che può essere revocato solo dopo un prelievo "suppletivo" che confermi il rientro nei limiti.
Le Acque di "Nuova Classificazione": focus su Napoli Est
Analizzando i dati tecnici ARPAC 2026, emerge un quadro a due velocità tra l’area d’élite di Posillipo e la frontiera del risanamento di Napoli Est. Qui la situazione è più complessa. Tecnicamente, queste acque non hanno ancora una classificazione definitiva (come "Eccellente" o "Buona") ma sono catalogate come "Nuova Classificazione".
I tratti di Pietrarsa e San Giovanni, citati come "nuova classificazione", sono aree che erano precedentemente vietate o non monitorate. Per uscire da questa dicitura e ricevere una classe (es. Buona o Eccellente), ARPAC deve raccogliere un set minimo di 16 campioni distribuiti in modo omogeneo. Fino ad allora, restano sotto osservazione speciale ma sono considerati balneabili a inizio stagione, salvo diverse ordinanze comunali. Dunque la dicitura "Nuova Classificazione" non è un giudizio di merito sulla pulizia dell'acqua, ma uno stato amministrativo di transizione .In termini semplici: è un periodo di "osservazione speciale" obbligatorio prima che un tratto di mare possa essere dichiarato ufficialmente Eccellente, Buono, Sufficiente o Scarso.
Si può fare il bagno? Sì. A meno che non ci sia un'ordinanza sindacale di divieto per altri motivi (es. inquinamento del suolo o pericoli strutturali), le acque in "Nuova Classificazione" sono considerate temporaneamente balneabili. Tuttavia, poiché non hanno ancora una "patente" di stabilità, sono soggette a controlli più frequenti e a una revoca immediata della balneabilità al primo prelievo fuori norma.
Per la legge (D.lgs 116/08), un'area che era vietata per inquinamento può essere riaperta solo dopo un monitoraggio intensivo. San Giovanni è al suo terzo anno di monitoraggio positivo. I prelievi effettuati nel 2025 e i primi del 2026 mostrano valori entro i limiti di legge, ma la zona resta "sensibile" a causa della vicinanza con l'Alveo Volla. In caso di forti piogge, il sistema di sollevamento può andare in overflow, sversando reflui non trattati direttamente a mare. Per questo motivo, anche se la classificazione è in miglioramento, San Giovanni resta un'area "a rischio di divieto temporaneo" molto più alto.
Bonifica degli Arenili: A San Giovanni, oltre alla qualità dell'acqua (batteriologica), il problema è il suolo. Gli Arenili 2 e 4 sono stati oggetto di bonifica dai metalli pesanti (residui industriali). L'ARPAC sta conducendo le "controanalisi" sui terreni: la balneabilità tecnica dell'acqua è inutile se la spiaggia non viene certificata come bonificata.
