Dopo settimane di stallo e segnalazioni cadute nel vuoto, Piazza Enrico de Nicola torna a essere un cantiere a cielo aperto. Non si tratta solo di manutenzione ordinaria, ma di un segnale politico e sociale in un’area troppo spesso lasciata ai margini della programmazione urbana. Al centro dell'operazione c'è il ripristino del dissuasore sotto la Porta, simbolo monumentale della città, divelto settimane fa da un’incuria che sembrava aver vinto sulla vigilanza. Ma la vera notizia per i residenti è la ripartenza del restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, un pezzo di storia locale che attendeva risposte concrete. Parallelamente, sono ripresi da quarantott'ore i lavori per l’interramento dei cavi elettrici, un intervento tecnico necessario per ripulire lo skyline della piazza dal caos dei fili sospesi.
La spinta dei comitati
Dietro questa accelerazione non c'è solo la macchina burocratica di Palazzo San Giacomo. La "regia" del Comune di Napoli e della IV Municipalità è stata stimolata, se non incalzata, da una mobilitazione civile senza sosta. Fondamentale è stato il ruolo del Coordinamento “Luci su Porta Capuana”: presidio costante sul territorio e del Comitato “Riscattiamo la quarta municipalità” guidato dal presidente Eros Dolce, autore di numerose denunce sullo stato di abbandono del quartiere. Questa sinergia istituzioni-comunità appare come l'unico modello funzionale in una città dove il bene comune è costantemente minacciato dal vandalismo e dalla disattenzione amministrativa. Mario D’Esposito, portavoce del Coordinamento “Luci su Porta Capuana”, sottolinea come questi lavori siano solo un tassello di un puzzle più grande: "Dobbiamo riappropriarci del bene comune superando ogni barriera. Ogni cittadino ha la sua responsabilità nel tutelare ciò che è di tutti."
