In marcia per il contrasto alla povertà educativa, la dispersione scolastica ed il disagio giovanile. Questi i temi al centro del grande evento promosso dall'Associazione Libera e dalla Chiesa di Napoli con l'Arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia in prima fila per chiedere la realizzazione di una rete e di un lavoro in sinergia.
Società, chiesa, Terzo Settore ed istituzioni: tutte componente fondamentali per un contrasto efficace, reale e preventivo. Tanti i personaggi dello spettacolo che hanno aderito alla marcia popolare, tra cui Maurizio De Giovanni, Peppe Lanzetta, Viola Ardone, Valeria Perrella. L'appuntamento è per sabato 16 maggio con partenza da Piazza Garibaldi ed arrivo in Piazza Dante, in cui avrà luogo un'assemblea pubblica.
Marcia per l'educazioni: i temi centrali
La parola chiave è "rete". La marcia mira a rafforzare il processo del Patto Educativo per Napoli, ponendo l'accento sull'importanza della cooperazione e del lavoro in sinergia tra tutti gli enti coinvolti. No alla frammentazione degli interventi e sì ad una comunità attiva che cooperi per sottrarre i giovani napoletani alla delinquenza, alla violenza ed all'ignoranza.
La richiesta è quella di un Decreto Comunità e di una Legge Regionale sull'Educativa di Comunità che preveda la continuità dei progetti educativi e la dignità lavorativa e salariale per chi opera nel settore. Centrale è anche il tema della riqualificazione e riutilizzo sociale degli spazi sottratti alla criminalità organizzata.
Una marcia popolare dell'educazione: le parole di Battaglia
Una «marcia popolare dell'educazione» come l'ha definita don Mimmo Battaglia che punta ad evidenziare l'importanza della prevenzione, piuttosto che della repressione. «Il Patto Educativo è oggi la forma concreta della speranza per Napoli: una rete viva che tiene insieme istituzioni, Chiesa e società civile, e che non può permettersi di spezzarsi», sottolinea l'Arcivescovo.
«La camorra si nutre della povertà educativa e del vuoto di futuro. Per questo si combatte prima di tutto nei luoghi della crescita, nei legami spezzati, nelle solitudini che feriscono i nostri ragazzi», conclude Don Mimmo Battaglia.
