La crisi della filiera ittica nell’area flegrea finisce al centro dell’attenzione istituzionale. Nella sede della Prefettura di Napoli si è infatti riunito un tavolo di confronto convocato dal prefetto Michele di Bari, chiamato a fare il punto sull’impatto economico e sanitario legato alla riduzione delle vendite di molluschi e prodotti ittici dopo il recente aumento dei casi di epatite A registrati sul territorio dall’inizio dell’anno.
Un allarme che, al di là dell’aspetto sanitario ormai sotto stretto monitoraggio, ha prodotto ripercussioni immediate su uno dei comparti più identitari dell’area flegrea: dalla produzione alla distribuzione, fino alla ristorazione. Al tavolo hanno preso parte rappresentanti istituzionali e tecnici di primo piano, tra cui i sindaci di Bacoli e Monte di Procida, le direzioni generali competenti della Regione Campania, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, l’Arpac e le Asl territoriali, oltre ai consorzi e alle organizzazioni dei produttori di mitili e al Centro Agro Alimentare di Napoli.
Dai dati illustrati dalla Regione è emerso un elemento ritenuto incoraggiante: nelle ultime tre settimane si sarebbe registrata una diminuzione dei casi di positività al virus HAV negli specchi d’acqua monitorati, segnale che lascia intravedere un possibile rientro progressivo dell’emergenza sul fronte ambientale e produttivo. Parallelamente, però, il settore continua a scontare un forte calo della domanda, alimentato anche da una percezione di rischio che le associazioni di categoria definiscono sproporzionata rispetto ai controlli in atto.
Proprio le rappresentanze degli operatori hanno chiesto un sostegno economico alla Regione Campania per fronteggiare le difficoltà della filiera, insieme a un rafforzamento della comunicazione istituzionale. L’obiettivo è quello di ristabilire fiducia nei consumatori, ribadendo la sicurezza dei prodotti certificati e sottoposti a controlli costanti.
Le istituzioni, dal canto loro, hanno assicurato la massima attenzione e il potenziamento delle attività di monitoraggio ambientale e sanitario. L’Arpac ha confermato l’intensificazione delle analisi sulle acque e sui mitili, mentre i sindaci hanno espresso disponibilità a coordinare ulteriori azioni di vigilanza sul territorio, anche attraverso forme di collaborazione tra enti locali.
