L’Università degli Studi di Napoli Federico II si prepara a voltare pagina. Ha ufficialmente inizio la corsa alla successione del Rettore uscente, Matteo Lorito, il cui mandato giunge al termine lasciando la guida di uno degli atenei più prestigiosi d'Italia. Un passaggio di testimone che avviene in un clima di dichiarata distensione e solidità istituzionale.
"Lascio una Federico II in gran forma, sotto tutti i punti di vista", ha tracciato nel suo bilancio il Rettore Lorito. "Ovviamente ci sono tante cose da fare e ci saranno sempre, non ci sarà mai un rettore che riesce a risolvere tutto. Oggi però la Federico II è un ateneo di assoluto rilievo e lo dimostrano le nomine arrivate a livello nazionale. Oggi c'è grande serenità, e questo mi fa piacere: stavolta ci si esprime con gran serenità, senza scene meno belle di tempi che furono, significa che si è lavorato bene per portare tranquillità. Sono certo e ne ho la prova provata che l'ateneo farà la scelta migliore".
I tre sfidanti per il sessennio 2026-2032
Sono tre i docenti in lizza per raccogliere l'eredità alla guida dell'ateneo fridericiano per il prossimo mandato:
- Andrea Mazzucchi, ordinario di Filologia italiana.
- Santolo Meo, professore di Convertitori, macchine e azionamenti elettrici.
- Alessandro Pezzella, docente di Chimica organica.
La mappa del voto e i quorum per l'elezione
La platea dei "grandi elettori" è composta da 2.943 aventi diritto, un corpo elettorale che unisce le diverse anime della comunità accademica: docenti ordinari, professori associati, ricercatori, rappresentanti degli studenti e del personale amministrativo e tecnico.
Il meccanismo elettorale definito dal decano, il professor Nicola Fusco, prevede regole precise per la validità delle operazioni e per l'effettiva proclamazione del vincitore:
Il primo turno: Perché il nuovo Rettore possa essere eletto subito, è necessaria una doppia condizione. Da un lato, l'affluenza alle urne deve raggiungere il quorum costitutivo della metà più uno degli aventi diritto. Dall'altro, il candidato vincitore deve ottenere la maggioranza assoluta dei voti espressi (la metà più uno).
I turni successivi: Nel caso in cui nessuno dei tre sfidanti riesca a raggiungere la maggioranza assoluta al primo colpo, si passerà alle votazioni successive. Il calendario del decano ha già fissato la seconda tornata per il 7 e 8 luglio (dove servirà ancora la maggioranza assoluta dei voti espressi).
L'eventuale ballottaggio: Qualora anche la seconda votazione dovesse concludersi con un nulla di fatto, si procederà al ballottaggio finale il 14 e 15 luglio tra i due candidati più votati al turno precedente. In questa terza e ultima istanza, risulterà eletto chi otterrà semplicemente il maggior numero di voti.
La Federico II si appresta così a vivere giornate decisive per il proprio futuro accademico e strategico, all'insegna della partecipazione e del confronto democratico.
