Nei Campi Flegrei continua ad aggravarsi il bilancio dell'emergenza abitativa: oltre duemila le persone evacuate e quasi mille le case dichiarate inagibili. Tra la popolazione cresce la paura di perdere il proprio immobile, ma dalla Protezione Civile arriva un appello urgente: "Aprite le porte ai tecnici per le verifiche statiche, è l'unico modo per garantire la sicurezza e accedere ai sussidi
La conta dei danni nei Campi Flegrei non si arresta e delinea una crisi abitativa senza precedenti. 1200 interventi effettuati; 144 interventi in coda; 198 edifici sgomberati; 930 unità abitative interessate. I Vigili del Fuoco stanno inoltre assistendo la popolazione rimasta priva di acqua, inviando tre autobotti kilolitriche VVF per la distribuzione di acqua non potabile sul territorio di Pozzuoli.
La dichiarazione del Comandante Ing. Giuseppe Paduano: "L’arrivo costante di nuovi rinforzi, inviati dal Centro Operativo Nazionale e dalla Direzione Regionale della Campania, ci permette di essere ogni giorno più vicini e presenti sul territorio flegreo. Non ci stiamo occupando solo di verificare la sicurezza degli edifici: siamo al fianco delle persone per aiutarle a recuperare i propri beni e affetti nelle abitazioni, lavorando allo stesso tempo per proteggere il nostro prezioso patrimonio culturale. Insieme alla Polizia Locale e a tutte le forze in campo, continuiamo a dare tutto noi stessi per una sola identica priorità: proteggere le persone, la comunità e la tranquillità di chi sta affrontando le conseguenze di questo terremoto"
Ma tra la popolazione sfollata ed esasperata emerge una nuova criticità: il timore che una perizia d'inagibilità trasformi lo sgombero temporaneo in un blocco permanente. Un'esitazione che rischia di paralizzare la macchina dei soccorsi come evidenzia l'architetto Antonio Cerbone coordinatore regionale della STN la struttura tecnica nazionale che fa capo alla Protezione Civile.
"In questo momento siamo in attività per fare i sopralluoghi sul territorio come squadre della Struttura Tecnica Nazionale. Affianchiamo i Vigili Fuoco per fare le cosiddette schede AeDES. Delle schede AEDES non bisogna avere paura, hanno un duplice scopo, verificare gli edifici e possibilmente far tornare le persone nelle loro case laddove è possibile"
La scheda AeDES (Agibilità e Danno nell'Emergenza Sismica) si richiede presentando un'apposita istanza di sopralluogo post-terremoto al Comune o tramite gli sportelli della Protezione Civile regionale/locale. La domanda va fatta dal proprietario o dall'amministratore di condominio per avviare la verifica tecnica dei danni subiti dall'edificio. Il sopralluogo e la redazione materiale della scheda non sono a carico del cittadino, ma vengono eseguiti da tecnici abilitati e formati (ingegneri, architetti, geometri) incaricati dalla Protezione Civile.
"Quindi non abbiate paura a chiedere le verifiche perché è fondamentale la corretta richiesta della scheda Aedes - sottolianea l'architetto Cerbone - Può essere effettuata o attraverso il portale con Speed CIA o anche a mano, protocollandolo con il modulo IPP, che serve appunto per accelerare l'organizzazione della macchina che sta in una fase iniziale e che ha bisogno di sicuro di essere messa a regime. Vanno fatti tutti i controlli possibili e laddove l'edificio risultasse formalmente agibile o con piccoli interventi può essere ripristinato nell'immediato si può rientrare a casa propria.
Quindi è fondamentale che il cittadino sappia questo e deve avere fiducia nelle istituzioni perché altrimenti la contrapposizione tra popolazione e le istituzioni diventa solo un danno e non una risorsa".
Ma perché i residenti di Pozzuoli hanno paura di compilare la Scheda Aedes?
"La gente ha paura anche perché pensa che noi andiamo a fare un controllo di tipo ispettivo. A noi non interessa se l'edificio è abusivo o se non lo sia, ci interessa l'incolumità delle persone. Qui a Pozzuoli la situazione è più critica rispetto alle altre volte, in quanto la lesione ha avuto una forte accelerazione, un decimo di grado in più, che significa almeno il 50% in più rispetto all'ultima scossa di 4.6. Quindi dire il 50% in più significa tanto, sembra un semplice numerino che sia cambiato, invece non lo è. Però questo significa che dobbiamo porre maggiore attenzione anche agli interventi che facciamo. Ci è capitato anche di vedere qualcuno che cerca di ripristinare le facciate o all'interno per nascondere il quadro fessurativo. Vi consigliamo di non farlo.
Il quadro fessurativo è un indice di salute dell'edificio. È utile vederlo, è utile scegliere poi l'intervento adatto per ripristinare. Spesso e volentieri questo ripristino è fondamentale perché serve per preservare l'edificio da eventuali ulteriori scosse" conclude il tecnico.
