Non è bastato l'avvicendamento ai vertici per rasserenare il clima all'interno dell'Ente Autonomo Volturno (Eav). La prima grana per il neo amministratore unico Pietro Diamantini arriva da una questione apparentemente marginale, ma destinata a infuocare le relazioni industriali: il divieto di parcheggio per auto e scooter dei dipendenti nel piazzale della sede centrale di corso Garibaldi a Porta Nolana.
Un provvedimento, disposto con ordine di servizio e in vigore dal prossimo 1° settembre, che ha immediatamente compatto il fronte sindacale. Otto sigle aziendali - Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Autoferro, Faisa Cisal, Usb, Confail e Or.Sa - hanno risposto con fermezza, aprendo un braccio di ferro che spazia dalla gestione della mobilità alla sicurezza dei lavoratori.
La mossa dell'azienda: convenzioni esterne e costi
L'ordinanza di Diamantini prevede lo stop definitivo alla sosta delle vetture e dei ciclomotori all'interno del quartier generale Eav. Come alternativa, la società ha stipulato due convenzioni con garage privati della zona, attivate lo scorso 10 agosto. Un esborso complessivo che supera i 111.000 euro all'anno per garantire il ricovero dei mezzi in strutture limitrofe. Una cifra significativa che, tuttavia, non ha soddisfatto le organizzazioni sindacali.
La replica unitaria dei sindacati: «Problema di sicurezza e procedure macchinose»
In un comunicato congiunto, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Autoferro e Faisa Cisal hanno voluto sgombrare il campo da equivoci: «Le OO.SS. non hanno mai rivendicato il parcheggio come un diritto contrattuale, riconoscendo che si tratta di una concessione aziendale. Ma incidendo sull'organizzazione quotidiana, richiede buon senso e attenzione alle persone».
I sindacati bocciano la nuova procedura definendola macchinosa e potenzialmente rischiosa: «Il lavoratore deve preventivamente registrarsi la sera prima, recarsi al mattino in sede, ottenere l'autorizzazione via badge insieme ad altri colleghi e solo dopo spostare l'auto verso Piazza Guglielmo Pepe - si legge in una nota unitaria delle Segreterie Regionali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Faisa Cisal - Una procedura che rischia di congestionare il piazzale e di creare seri problemi di sicurezza lungo il tragitto, soprattutto nelle ore serali per il personale viaggiante e le lavoratrici.»
Le sigle contestano inoltre la ricostruzione economica diffusa nei giorni scorsi, precisando che il costo per posto auto non è di 55 euro, bensì di 110 euro per accesso, e avanzano una proposta concreta: l'utilizzo del parcheggio da circa 200 posti situato al Centro Direzionale, libero da febbraio, servito da una navetta aziendale.
L'affondo dell'Usb: «Le priorità aziendali sono ben altre»
Sulla stessa lunghezza d'onda si colloca l'Unione Sindacale di Base (Usb), che rincara la dose criticando lo stile della nuova governance: «È pretestuosa la decisione di vietare il parcheggio. Una scelta che segue quella, altrettanto simbolica, di pretendere la camicia dentro i pantaloni, mentre Eav da anni non garantisce neppure una regolare fornitura delle divise - si legge in una nota del Coordinamento Regionale USB Trasporti - Ci saremmo aspettati che le prime iniziative riguardassero questioni ben più urgenti: qualità e regolarità del servizio, sicurezza e stipendi». Il confronto tra la dirigenza Eav e le rappresentanze dei lavoratori resta aperto e teso. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi incontri per cercare una mediazione che eviti tensioni operative proprio alla vigilia della ripartenza autunnale dei servizi di trasporto regionali (Circumvesuviana e Cumana).
