Campi Flegrei: 7 milioni agli sfollati e scontro sullo stato di emergenza

Consiglio regionale straordinario sui Campi Flegrei. Fuori dall'aula la protesta del comitato

campi flegrei 7 milioni agli sfollati e scontro sullo stato di emergenza
Napoli.  

Una giornata lunga al Centro Direzionale di Napoli, dove il Consiglio regionale della Campania si è riunito in seduta monotematica per affrontare l'emergenza post-sisma nei Campi Flegrei, a quasi un mese dalla violenta scossa di magnitudo 4.7 registrata lo scorso 31 luglio 2026. Al centro del dibattito, aperto dalle proteste degli attivisti con tende allestite all'esterno della sede istituzionale, c'è il pacchetto di risorse straordinarie e il nodo politico sugli strumenti normativi da adottare.

Il provvedimento: 7 milioni dall'avanzo di bilancio

L'aula ha esaminato la proposta di legge - firmata tra gli altri dalla consigliera dem Loredana Raia - che introduce misure straordinarie per i Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e le aree flegree di Napoli. Il presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, ha illustrato l'intervento economico: «Il Consiglio regionale compie un'azione concreta e un precedente unico, mettendo a disposizione sette milioni di euro prelevati dall'avanzo di bilancio libero dell'Assemblea. Un aiuto che si affianca al milione già stanziato dalla Giunta, con l'auspicio che il Governo faccia presto la sua parte».

Lo scontro politico: stato di emergenza sì o no?

La seduta ha evidenziato una profonda spaccatura tra le forze politiche sulla governance dell'emergenza. Da un lato il centrodestra, guidato dal capogruppo e capo dell'opposizione Gennaro Sangiuliano, ha ribadito con forza la necessità immediata della misura nazionale: «Chiediamo lo stato d'emergenza perché è lo strumento giuridico-normativo più idoneo per fronteggiare la situazione. C'è gente senza casa, che è un bene primario: sarebbe da irresponsabili non attivarlo adesso, mentre la legge speciale potrà arrivare in un secondo momento».

Di avviso opposto gran parte della maggioranza. Per il consigliere Ciro Buonajuto (Casa Riformista), presidente della Commissione Affari Istituzionali: «In questa fase lo stato di emergenza non serve; esistono i decreti ad hoc in cui vanno previste risorse e interventi. Dobbiamo aiutare chi è sfollato a tornare a casa senza che la sicurezza dipenda dalla capacità patrimoniale delle famiglie, intervenendo anche sulle difformità urbanistiche minori per sbloccare i cantieri». Sulla stessa linea il presidente Manfredi, secondo cui lo stato di emergenza per un fenomeno recidivo come il bradisismo rischia di «commissariare un territorio sine die», preferendo il canale della conversione e del miglioramento del decreto governativo in tempi rapidi.

Le voci dai territori e la protesta fuori dal Consiglio

Fuori dal palazzo, la tensione sociale si è tradotta nel presidio della rete "Pozzuoli esiste ancora". Gli attivisti hanno passato la notte in tenda per consegnare ai consiglieri un fascicolo con 144 emendamenti. «Siamo stanchi di parole, vogliamo soluzioni immediate: tetto per tutti gli sfollati, cento per cento dei fondi per la messa in sicurezza e trasparenza sui fondi commissariali», ha dichiarato Salvatore Buonanno.

All'interno dell'assemblea, i sindaci dell'area flegrea hanno invocato pragmatismo. Il primo cittadino di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha ammonito contro le strumentalizzazioni politiche: «Il bradisismo non ha colori politici. Stiamo lavorando a emendamenti mirati perché i decreti preventivi attuali non sono pienamente performanti sulla realtà quotidiana». Gli fa eco il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione: «Mi auguro risposte chiare dal Governo. La polemica tra legge speciale e stato d'emergenza è una mera strumentalizzazione; concentriamoci sul miglioramento del decreto in corso».