Campi Flegrei, Buonajuto: "Risposte concrete per case e commercio"

"Musumeci si sbrighi, con Stato di Emergenza si rischia di cancellare il futuro dei territori"

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Campi Flegrei, Buonajuto: “Risposte concrete per case e commercio. Musumeci si sbrighi, con Stato di Emergenza si rischia di cancellare il futuro dei territori”

Napoli.  

"I Campi Flegrei chiedono risposte rapide e concrete, non si può più attendere. I cittadini stanno vivendo enormi difficoltà, giorni davvero complicati segnati dalla paura degli sgomberi e dell’incertezza. Questo terremoto ha minato la fiducia delle persone".

Lo afferma Ciro Buonajuto, presidente della prima commissione affari istituzionali con delega alla sicurezza.

"La prima criticità riguarda la casa. Dobbiamo aiutare chi è stato costretto ad andare via a mettere in sicurezza la propria casa e a tornarvi quanto prima senza spendere soldi. Perché non possiamo subordinare la sicurezza alla capacità patrimoniale delle singole famiglie. Non possiamo limitarci a intervenire dopo ogni evento. Dobbiamo ridurre preventivamente la vulnerabilità del patrimonio immobiliare dei Campi Flegrei. Dobbiamo avere il coraggio di fare quello che nessuno in questi 40anni ha fatto. Ma non solo, in questa fase così delicata dobbiamo aiutare il commercio a sostenersi.

Quando una strada viene chiusa, un edificio viene sgomberato e numerose famiglie sono costrette ad allontanarsi, anche un’attività che non ha riportato danni materiali può subire una perdita drammatica di fatturato. La serranda può essere formalmente aperta, ma se intorno le città si svuotano per quella serranda non ci sarà futuro. Per questo servono ristori adeguati e rapidi, perché quando chiude un’attività non perdiamo soltanto un’impresa privata, perdiamo posti di lavoro, servizi per i cittadini e un pezzo della storia e dell’identità economica del territorio. Mettere in sicurezza significa proteggere chi vi abita, ma significa anche tutelare l’intera comunità.

Sul tema della messa in sicurezza non possiamo dimenticare quello delle difformità urbanistiche, un vero e proprio ostacolo fin qui. Dobbiamo sicuramente fare una differenza netta tra chi ha speculato e chi ha una piccola difformità, non per condonare e far finta di nulla, ma per garantire la sicurezza di tutti. Non possiamo mettere sullo stesso piano chi ha costruito abusivamente un intero immobile, magari in un’area demaniale, vincolata o particolarmente fragile, creando un pericolo per sé e per gli altri, e chi possiede una casa situata in un contesto già urbanizzato, nella quale esiste una difformità modesta che non incide sulla struttura, sulla sicurezza o sul carico urbanistico. Nel primo caso, quando l’immobile non è sanabile e rappresenta un pericolo, bisogna avere il coraggio di procedere anche alla demolizione. Nel secondo caso, invece, dobbiamo consentire una rapida definizione delle pratiche di sanatoria, quando ne ricorrano i presupposti, affinché il proprietario possa regolarizzare l’immobile e accedere agli interventi di messa in sicurezza. Non possiamo permettere che la sicurezza delle persone resti bloccata per anni dentro una pratica amministrativa”.

Esiste, infine, una questione immediata che riguarda i sindaci e i Comuni, non possiamo permetterci di lasciarli soli - conclude Buonajuto - In questi giorni si chiedono alle amministrazioni interventi di somma urgenza e, in alcuni casi, interventi sostitutivi in danno dei proprietari.

Ma è evidente che nessun Comune può anticipare con le sole risorse del proprio bilancio. Non possiamo attribuire al sindaco la responsabilità di intervenire e poi lasciarlo senza risorse, personale e strumenti adeguati. Se chiediamo al Comune di agire, dobbiamo metterlo concretamente nella condizione di farlo. Ma, in questa fase, non ritengo utile la proclamazione dello Stato di Emergenza, esiste un decreto Campi Flegrei, è li che vanno previste tutte le risorse e tutti gli interventi amministrativi, questo strumento può essere sufficiente se il governo mostra la volontà di stare accanto ai cittadini.

Musumeci dovrebbe sbrigarsi a dare risposte, invece di continuare a parlare di delocalizzazione come unica alternativa possibile pensi ad accogliere tutti gli emendamenti proposti dai territori, perché se questa è la strada tracciata dal governo, visti gli scarsissimi risultati prodotti dal Commissario Straordinario per i Campi Flegrei, chiedere lo Stato di Emergenza potrebbe significare cancellare il futuro di tutta l’area, di tutti i Comuni coinvolti, di tutti i cittadini che lì hanno investito i propri soldi e il proprio futuro".