Coltelli a scuola, il Prefetto: arrivano i metal detector

Michele Di Bari annuncia più controlli e l'uso di metal detector all'ingresso

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Napoli.  

La scure dei controlli straordinari si abbatte sugli istituti scolastici del napoletano dopo l'ennesimo episodio di violenza sventata per un soffio. Un ragazzo di appena 14 anni è stato denunciato dai Carabinieri a Terzigno dopo essere stato trovato in possesso di un coltello da cucina con una lama di 18 centimetri, occultato all'interno del proprio zaino. L'episodio, che riaccende drammaticamente i riflettori sul fenomeno del porto d'armi tra i giovanissimi, ha spinto la Prefettura di Napoli a una reazione immediata e di polso, introducendo nuove e più rigide misure di sicurezza per tutelare gli studenti.

L'allarme a Terzigno e l'intervento lampo

Tutto è iniziato tra i banchi di una scuola nel comune vesuviano. A far scattare l'allarme è stato il dirigente scolastico, che insospettito o informato della situazione, ha immediatamente attivato i protocolli di sicurezza richiedendo l'intervento dei carabinieri della locale stazione. I militari hanno perquisito lo zaino del quattordicenne, rinvenendo l'arma bianca: un coltello di dimensioni considerevoli (18 centimetri di lama), del tutto inadatto al contesto scolastico e potenzialmente letale. Per il minore è scattata la denuncia, mentre l'attenzione si è spostata sul piano della prevenzione istituzionale.

La linea dura del Prefetto: arrivano i metal detector

Di fronte al ripetersi di episodi simili nelle aree di aggregazione giovanile, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha tracciato la rotta per un innalzamento drastico dei livelli di sicurezza. In una nota ufficiale, la Prefettura ha annunciato un piano mirato che prevede controlli rafforzati nelle aree antistanti gli istituti scolastici di Napoli e della sua area metropolitana, l'impiego operativo di strumenti di rilevazione come i metal detector, da utilizzare nel rispetto della normativa vigente e una stretta di rete tra le forze dell'ordine e i presidi scolastici per intercettare sul nascere situazioni di disagio o devianza.

"La sicurezza dei nostri giovani non può essere affidata esclusivamente all'attività repressiva - ha sottolineato il prefetto Di Bari -. È necessario affiancare ai controlli un'azione costante di educazione alla legalità, ascolto e prevenzione".

Un patto educativo contro la devianza minorile

L'inchiesta dei Carabinieri prosegue per chiarire le motivazioni che hanno spinto il quattordicenne a portare un'arma a scuola, verificando eventuali contesti di bullismo o dinamiche esterne a rischio. Tuttavia, il caso di Terzigno diventa il simbolo di un'emergenza educativa che chiama in causa l'intera comunità: istituzioni, docenti e famiglie. La Prefettura ha ribadito la volontà di mantenere altissima la guardia, trasformando le scuole da luoghi vulnerabili a fortezze di legalità, dove il dialogo e la prevenzione marciano di pari passo con la deterrenza tecnologica.