Napoli celebra l’83° anniversario delle Quattro Giornate

«Un dovere morale ricordare la rivolta che ci rese liberi»

napoli celebra l 83 anniversario delle quattro giornate
Napoli.  

Tra memoria storica, partecipazione democratica e monito per il futuro, Napoli ha celebrato l'83° anniversario delle Quattro Giornate, l'insurrezione popolare che dal 27 al 30 settembre 1943 vide l'intera cittadinanza insorgere ed espellere le truppe d'occupazione nazifasciste prima dell'arrivo degli Alleati. Un'impresa collettiva che valse alla città la Medaglia d'Oro al Valor Militare, rendendo il capoluogo campano la prima grande metropoli europea a liberarsi da sola.

Le celebrazioni si sono snodate attraverso un percorso nei luoghi cardine della memoria cittadina. Il sindaco di Napoli e della Città Metropolitana, Gaetano Manfredi, ha deposto tre corone d'alloro: al Mausoleo di Posillipo (dedicato a tutti i caduti per la Patria), a piazza Bovio (in ricordo dei militari uccisi il 12 settembre 1943) e in piazza Carità, ai piedi della stele in onore del brigadiere Salvo D'Acquisto.

Le voci delle istituzioni: «Un patrimonio di dignità e democrazia»

«Ricordare le Quattro Giornate non è un semplice atto formale, ma un dovere morale verso la nostra storia e un impegno per il nostro futuro», ha sottolineato il primo cittadino Gaetano Manfredi. «La rivolta fu la dimostrazione straordinaria di un popolo che, senza attendere eserciti o aiuti esterni, trovò nel proprio coraggio e nel desiderio di libertà la forza di ribellarsi. Dai giovanissimi agli anziani, dalle donne agli 'scugnizzi', Napoli ha conquistato da sola la propria dignità: quell'eredità è la bussola che guida il nostro impegno quotidiano per una città aperta, solidale e difensora dei diritti di tutti».

Sulla stessa linea il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che da piazza Carità ha ricordato il valore attualissimo della Resistenza: «Per noi è una giornata importantissima. Oggi ricordiamo quei giorni, ma ribadiamo anche che ogni giorno dobbiamo lottare affinché totalitarismi, dittature, nazismi e fascismi non prendano mai più piede in Italia».

Un concetto ribadito anche dal presidente del Consiglio Regionale della Campania, Massimiliano Manfredi, che ha definito l'insurrezione «un simbolo di libertà in Europa e nel mondo, di cui siamo fieri ed orgogliosi e che celebriamo con partecipazione democratica». Per il prefetto di Napoli, Michele di Bari, il senso profondo della ricorrenza risiede nell'essenza stessa della comunità partenopea: «Nei suoi 2.500 anni di storia Napoli non si è mai piegata; ha trovato la forza di ribellarsi e di essere autonoma nelle scelte di libertà. Questo è il valore più grande dimostrato al mondo».

Il testimone passa alle nuove generazioni

Al fianco dei gonfaloni del Comune, della Città Metropolitana e della Regione Campania, la cerimonia ha visto una significativa presenza di studenti, tra cui una delegazione dell'Istituto Comprensivo "Moscati-D'Acquisto".

«Essere qui con le istituzioni e con questi giovani significa custodire una memoria che appartiene a tutto il territorio metropolitano», ha affermato il vicesindaco metropolitano Giuseppe Cirillo. «Ai ragazzi spetta il compito di raccogliere questo testimone, a noi quello di trasmetterlo e perpetuarlo».

Le commemorazioni per l'83° anniversario non si fermano alla giornata odierna: il Comune e le istituzioni locali hanno promosso un ricco palinsesto di iniziative culturali e storiche che proseguiranno in tutta la città fino al prossimo 11 ottobre.