L’ombra oppressiva dei ballatoi in cemento lascia definitivamente il posto alla luce, al vetro e al fotovoltaico. A Scampia la riqualificazione urbana compie il suo passo più concreto: sono stati completati i primi tre edifici del Lotto M (siglati A1, A2 e A3), per un totale di 97 nuovi alloggi che verranno consegnati alle famiglie residenti tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027. Il piano rappresenta il primo tassello visibile di Re-Start Scampia, il macro-progetto di rigenerazione promosso dal Comune di Napoli per cancellare oltre trent’anni di degrado edilizio, isolamento sociale e stigma mediatico.
Architettura e sostenibilità: come cambiano le case di Scampia
I nuovi fabbricati sorgono esattamente sull'area precedentemente occupata dai colossi di cemento. Progettati dallo studio internazionale Settanta7 in raggruppamento con Studio Perillo e Studio Valle Progettazioni, e realizzati dall’impresa Piloda Building / Operazione srl, gli edifici rompono radicalmente con il passato claustrofobico delle Vele. Le case sono dotate di doppia esposizione, ampie porte-finestre e terrazzi vivibili. A disposizione cinque differenti metrature (da 50 a 140 mq) strutturate per adattarsi alle diverse esigenze dei nuclei familiari. Tutti gli alloggi hanno una integrazione di impianti fotovoltaici per abbattere i costi in bolletta mentre i piani terra ospiteranno esclusivamente locali commerciali e spazi per attività comunitarie, progettati per garantire la permeabilità tra l'area residenziale e il quartiere.
Il piano Re-Start Scampia: numeri, fondi e tempistiche
Il completamento del Lotto M costituisce solo il primo tassello di un’imponente opera di trasformazione urbana a più ampia scala, destinata a ridisegnare radicalmente il volto dell'area Nord di Napoli. L'intero programma Re-Start Scampia si sviluppa su una superficie complessiva di circa 200 mila metri quadrati e mobilita un investimento imponente, pari a circa 159 milioni di euro. Si tratta di una manovra finanziaria complessa e articolata, sostenuta da diverse direttrici di fondi pubblici, tra cui le risorse del PNRR, i finanziamenti del PON Metro e i contributi destinati al Piano Periferie.
Il piano d'intervento non si limita alla risposta abitativa che prevederà in totale 509 nuovi alloggi ad alta efficienza , ma punta a ricostruire un vero e proprio tessuto urbano e sociale. Il nuovo quartiere sarà infatti dotato di una rete viaria completamente rinnovata, una scuola per l'infanzia, un Civic Center multifunzionale, mercati coperti, aree verdi e orti urbani pensati per favorire la socialità e l'integrazione.
Il sindaco Manfredi: «Basta parole, così recuperiamo la reputazione di Napoli»
Durante il sopralluogo ai cantieri, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha rivendicato il valore politico e amministrativo dell'opera, richiamando anche i drammatici eventi recenti, come il crollo alla Vela Rossa che ha accelerato le procedure di evacuazione. «La buona politica è fatta di fatti, non di polemiche e comunicazione sterile. Quando le famiglie entreranno nelle case, quello significherà aver risolto un problema storico. Per troppo tempo Napoli è stata considerata una città dove si parlava e non si faceva, con un grave danno reputazionale che allontanava gli investimenti. Oggi dimostriamo che le risorse pubbliche vengono spese e utilizzate bene. Non siamo più la Scampia di Gomorra, ma la Scampia della Napoli del futuro».
La voce del territorio: «Dalle macerie nasce la dignità»
Per chi ha vissuto per decenni all'interno delle Vele, la fine del cantiere rappresenta il coronamento di una lunga battaglia civile. Le prime abitazioni saranno destinate prioritariamente ai nuclei familiari sgomberati dalla Vela Gialla e dalla Vela Rossa. Omero Benfenati, portavoce storico del Comitato Vele Scampia, ha commentato con emozione la giornata: «Oggi si realizza un sogno ed è il frutto della nostra lotta. Da Scampia non ce ne siamo mai andati ed è qui che vogliamo restare. Questi alloggi rappresentano la dignità e la normalità che per anni abbiamo gridato dai palazzi di cemento. Dalle macerie di quelle brutture nasce finalmente un fiore all'occhiello per chi ha rivendicato il diritto sacrosanto a una casa dignitosa. Ora l'obiettivo è proseguire senza sosta finché ogni famiglia non avrà riavuto il proprio tetto».
