Sgozzato sotto casa.«Vittorio mi disse: "Mi ucciderà.Vedrete"»

Vittorio Materazzo, ucciso sotto casa. Il caso è aperto, e spunta il baby teste

Napoli.  

 

di Siep

«Sì, è così: Vittorio mi aveva più volte confessato di temere per la sua vita.  “Prima o poi mio fratello mi ucciderà, vedrete che lo farà”. Me lo aveva detto anche qualche giorno prima che morisse». Lo ha detto uno degli amici più cari di Vittorio Materazzo, l’ingegnere napoletano sgozzato e ucciso sotto casa nel cuore di Chiaia, nel cuore della Napoli bene. Lo ha raccontato ieri pomeriggio, al termine del funerale nella chiesa di Piedigrotta, l’amico di Vittorio, come riportato su Il Mattino. Lo aveva già raccontato subito dopo quell’atroce delitto agli inquirenti, la sera dell’omicidio. 

Vittorio, dunque, temeva per la sua vita e forse temeva suo fratello, Luca, 36 anni, il più piccolo della famiglia, al momento unico indagato per omicidio in una vicenda investigativa, che resta aperta. Alle esequie ieri Luca c’era ed era al fianco delle sorelle. Ora si attendono i risultati delle prove comparate. C’è grande attesa in famiglia, la moglie e le sorelle dell’ingegnere aspettano i risultati del dna, ci vorrà ancora qualche giorno ma poi - assicurano - la vicenda si chiarirà definitivamente. Sotto esame le tracce biologiche trovate su alcuni reperti raccolti dopo l’omicidio, abbandonati dal killer, in attesa di essere comparate con il corredo genetico dell’unico indagato. È stato ascoltato per un paio di ore, assistito da una psicologa. Si tratta di un 17enne, uno studente. Il baby testimone avrebbe assistito forse alla fuga dell’assassino.