di Simonetta Ieppariello
Un medico. Un eroe. Due bimbi salvi in un attentato. Esattamente sette giorni fa l'attentato nel cuore di Stoccolma. Un camion guidato da un estremista islamico si è schiantato sulla folla e sui negozi uccidendo 4 civili. C'era anche lui il dottore napoletano Guglielmo Rufolo di Ravello. Un chirurgo plastico di accorsata esperienza che non ama farsi chiamare eroe, nonostante la sua storia in questo ennesimo capitolo di una guerra assurda di violenza e paura nel cuore dell'occidente lo abbia visto coraggioso protagonista.
Il dottore campano è laureto in medicina alla Federico II di Napoli, specializzatosi successivamente in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva e conseguito un Master Internazionale in Microchirurgia Ricostruttiva, da anni lavora all’estero. Parigi, New York, Tokyo, Barcellona, e ultimamente anche in Norvegia e, per l’appunto, in Svezia.
“Sono stato più veloce di lui” racconta Rufolo riferendosi al camion. Era appena uscito dalla metro e stava camminando nella zona del Drottninggatan di Stoccolma.
Davanti ai suoi occhi l'inferno con gruppi di persone che fuggivano in preda al panico. Ha visto quel camion. Ha subito capito cosa stesse accadendo. Il mezzo viaggiava ad una velocità sconsiderata. Ha raccontato ai microfoni della Cnn di essersi messo subito anche lui a fuggire quando ha visto quei due bambini di sette anni. I bimbi erano soli e impauriti. Il medico campano prontamente li ha presi per mano e trascinati in una traversa evitando così che il camion piombasse su di loro. La sua prontezza, la sua freddezza, il suo altruismo ha salvato la vita a due anime innocenti. “Come medico sono abituato a trovarmi in situazioni in cui posso fornire assistenza. Io sono una persona normale come tutti quanti. Il mio è stato solo un gesto istintivo, una decisione presa a freddo. L’egoismo di un pazzo terrorista dell’ISIS contro la spontaneitá, la prontezza, la velocitá dell’intuito e l’altruismo di un medico.”
Quattro i morti in pieno centro a Stoccolma.
Questa è la storia di un silenzioso eroe napoletano, pluriqualificato a livello mondiale. Una piccola storia che si staglia nel racconto lungo, doloroso e violento della guerra alla pace nel mondo.
