Cardarelli, salma vicino bagno. Il manager: falso,noi corretti

«Nessun rispetto per i morti», dice chi avrebbe raccontato l'episodio. Arriva la smentita

Dall'ospedale Cardarelli fanno però sapere che il cadavere "era stato trasportato dal reparto all'interno della medicheria, come spesso accade prima del trasferimento all'obitorio. la donna "non era autorizzata ad entrare all'interno della stanza"

Napoli.  

 

di Simonetta Ieppariello

Un nuovo caso che, se confermato, getterebbe una nuova ombra di sospetti e sfiducia sulla sanità campana. Il caso stavolta esplode al Cardarelli di Napoli. Un uomo deceduto in reparto sarebbe stato poi lasciato per alcune ore su una barella, in una medicheria, il cui bagno è solitamente utilizzato dai pazienti e dei loro parenti. Che, per usufruirne, sarebbero stati costretti a passare davanti alla salma e ai familiari in lacrime. Lo riferisce una testimone. Dopo alcune ore, poi, il cadavere è stato trasferito, come riporta La Repubblica. Ma pronta arriva la smentita dei vertici dell'ospedale che precisa che il paziente "S.G. è arrivato al pronto soccorso in codice giallo alle ore 16,46 del 29 agosto, ricoverato in chirurgia d’urgenza alle 20,30 della stessa serata. «Già in condizioni disperate in quanto la sua patologia di base lo caratterizzava come “paziente in fase terminale”, è deceduto alle ore 10», oggi, «dopo assistenza medica e rianimatoria iniziata dalle ore 9»."

Si legge ancora nella nota: «Dopo il decesso, al fine di permettere la composizione della salma ed evitare che la stessa restasse nell’area di degenza, come del resto da prassi, si è provveduto al trasferimento nella medicheria del reparto. L'area in questione è inibita ai degenti ed è riservata esclusivamente al personale. La salma è stata poi prelevata alle ore 10,50 e trasportata all’obitorio. Pertanto la salma non è stata mai "appoggiata" nel bagno, come incautamente riportato da alcune testate online né tantomeno per tre ore. Il paziente, come sempre accade al Cardarelli, ha ricevuto il massimo rispetto, nella malattia e, purtroppo, anche nella morte. La direzione strategica provvederà ad intraprendere ogni azione necessaria al fine di evitare che la distorsione dei fatti possa causare un danno di immagine all'azienda ospedaliera».

Appena due settimane fa una biologa ha denunciato di essere stata insultata durante il parto proprio all'ospedale Cardarelli. Poi il  caso del 23enne morto in ospedale al Loreto Mare dopo aver atteso per 4 ore di essere trasferito in un'altra struttura per eseguire un esame e l'uomo morto in Stazione centrale a Napoli  dopo alcune chiamate al sistema di emergenza.