De Magistris: «Donne migranti morte, è genocidio»

L'intervento dei sindaco di Napoli

de magistris donne migranti morte e genocidio

«Chi ostacola giustizia, uguaglianza, solidarietà e attuazione dei diritti costituzionali, verrà rimosso con le armi della democrazia per la Repubblica e per il popolo»

Napoli.  

 

di Simonetta Ieppariello

«Una nave di profughi naufraghi è arrivata nei nostri mari. Tante donne giovanissime, morte. È una tragedia senza fine. Penso, con convinzione giuridica, che molti governanti dovranno essere chiamati a rispondere per crimini contro l'umanità e anche concorso in genocidio». Lo scrive in un post su Facebook il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in riferimento allo sbarco di migranti giunti ieri a Salerno.

Qui la chiamano nave del dolore, quella da cui sono state trasferite a terra le salme di 26 donne, recuperate in mare 4 giorni fa dopo il naufragio di un gommone. Tutte incredibilmente giovani, si stima tra i 14 e i 18 anni, probabilmente nigeriane. La nave militare spagnola Cantabria è già ripartita, dopo aver fatto sbarcare domenica 375 migranti, e a Salerno sono rimasti i profughi salvati oltre a una lunga scia di morte.

De Magistris nel suo commento ricorda che i sindaci sono «in prima linea» e che «senza soldi e mezzi, accogliamo e apriamo il cuore agli ultimi, ai più deboli, a chi ha solo bisogno di cure e amore. Nel frattempo tragedie sociali, povertà crescenti, diritto al lavoro violato, cambiamenti climatici, servizi carenti, beni comuni in sofferenza, espongono territori, città, abitanti e amministratori a una situazione insostenibile». Il dramma, la disperazione dei sofferenzi e le difficoltà, dunque, di chi amministra nel poter gestire la fase acuta della sofferenza di chi parte dalle proprie terra in cerca di una salvezza, l'unica possibile.

La procura di Salerno ha aperto una inchiesta sul caso delle 26 donne morte: il pm Luca Masini ha già disposto ieri l’esame esterno dei corpi delle vittime e alcuni test per verificare se abbiano subito violenza sessuale. Due persone sono state fermate: si tratta di un libico e di un egiziano, ritenuti gli scafisti di quel gommone dove sono morte le donne. Sono accusati di tratta di essere umani. E già sottoposti a interrogatorio per capire come davvero siano andate le cose. Su altri cinque migranti sbarcati sono in corso indagini più approfondite. E’ invece subito scattata la macchina della solidarietà per assicurare alle vittime del mare almeno una degna sepoltura: le 26 donne morte in cerca di un futuro migliore saranno ospitate nei cimiteri di Salerno e altri comuni limitrofi.

L'ex pm sul dramma immigrati non risparmia bordate e accusa e dice: «Ci avete lasciati senza soldi, norme e mezzi, per colpa o dolo. La coesione sociale del nostro Paese è sempre più fragile». Risorse che i Comuni attendono dalla manovra economica ora al Senato. «Nelle prossime ore - scrive de Magistris - vedremo se, finalmente, in zona cesarini, Governo e Parlamento dimostreranno di essere dalla parte della gente, dei loro diritti e dei loro bisogni, oppure se per l'ennesima volta saranno colpevolmente sordi alle istanze legittime e giuste dei territori, dei loro abitanti e dei rappresentanti democraticamente eletti. Ne va della tenuta democratica dell'Italia e non ci sono scuse plausibili». De Magistris ritiene che se nella manovra «ancora una volta i denari e le norme andranno nella direzione non dei diritti costituzionali, della giustizia sociale e dell'uguaglianza, allora vorrà dire che, dolosamente, la politica nazionale si renderà responsabile di una rottura sociale e istituzionale senza precedenti. Noi siamo pronti a ogni scenario». E conclude: «Chi ostacola giustizia, uguaglianza, solidarietà e attuazione dei diritti costituzionali, verrà rimosso con le armi della democrazia per la Repubblica e per il popolo».

Le salme delle 26 ragazze si trovano nella sala mortuaria del cimitero di Salerno in attesa dei tempi necessari per l’effettuazione dell’autopsia. Sulla nave spagnola i cadaveri erano stati congelati per consentirne la preservazione e la possibilità di effettuare l’autopsia.