Una strage sfiorata tra i baretti di Chiaia. Quei colpi di pistola sparati comunque ad altezza uomo, avrebbero potuto uccidere chiunque.
E’ quanto ipotizza gip Anna Laura Alfano tracciando un bilancio delle indagini legate agli spari dello scorso 18 novembre nel cuore del by night, lì nel bel mezzo dei baretti. E viene convalidato il fermo a carico di Giuseppe T., il ventenne arrestato per aver impugnato la pistola e sparato mentre c'era una folla di persone in fuga. La difesa parla, invece, di una difesa legittima da parte di chi stava avendo la peggio, colpito da pugni al viso e coltellate alle gambe.
Intanto c’è la stretta sulla movida con nuove regole sulla somministrazione di alcol, sul volume della musica, ma anche sull'effetto imbuto che si crea con auto in doppia fila all'esterno dei localini. Intanto resta in carcere il presunto autore degli spari per il pericolo di fuga e rischio inquinamento probatorio, due fattori che rendono il carcere l'unico sbocco obbligato per il figlio del boss di Fuorigrotta arrestato mercoledì scorso. Difeso dai penalisti Antonio Abet e Giuseppe Perfetto, il ventenne ha ricordato di essere stato aggredito senza un motivo. Durissimo appare invece il commento del gip: «È evidente che allorquando Troncone spara contro il gruppo avverso ad altezza d'uomo in strada, in orario affollatissimo, non può non prevedere che oltre alla vittima designata (vicino a un gruppo di soggetti legati alla famiglia Formicola, del cosiddetto Bronx di San Giovanni), possano essere colpite mortalmente anche altre persone».
Un'indagine che punta ora a ricostruire il movente della rissa, ma anche altre forme di responsabilità.
