di Siep
Napoli si conferma una delle città più violente e pericolose, nella quale si spara ancora con armi da fuoco per «festeggiare» l'arrivo del nuovo anno. Quello trascorso è stato un capodanno di fuoco e di piombo con un 12enne ferito da un colpo di arma da fuoco.Sfiorata la tragedia a San Giovanni a Teduccio dove a bordo di due scooter alcuni giovani hanno sparato in aria colpi all'impazzata e un ragazzino Stefano è finito in ospedale. Gli agenti hanno fermato un uomo: il 30enne Luigi Gitano, accusato ora di detenzione di munizioni e trovato sotto la doccia quando mancavano appena cinque minuti alla mezzanotte: elemento che ha insospettito ulteriormente gli investigatori. Saranno gli esami balistici a stabilire eventuali corrispondenze.
«Le indagini vanno avanti - spiega De Iesu -, faremo comparazioni accurate per accertare ogni particolare. Intanto, stiamo indagando per capire perchè si è sparato. Di che tipo di manifestazione dimostrativa si è trattato».
Via Carbonara, ore 18. Solo qualche ora prima, sempre la sera di San Silvestro, ancora colpi di pistola sparati in strada. Questa volta nel cuore del centro storico di Napoli, in via Carbonara. È qui che un incensurato, dipendente della base Nato di Capodichino - il 51enne Vincenzo N. - è stato centrato da una pallottola vagante mentre era bordo della sua auto. Tutto all'improvviso, secondo copione.
«Ho avvertito un bruciore forte dietro la schiena e ho subito capito che mi avevano colpito con un colpo di pistola», racconterà l'uomo, che ora vuole trasferirsi altrove. Non vuole vivere in una città dove si rischia di morire, mentre si è in auto.
Se da un lato si registra una flessione del numero di feriti ustionati dall'esplosione di fuochi d'artificio legali e illegali, dall'altro crescono quelli ricoverati con sintomi da coma etilico: tanti hanno meno di vent'anni. Ameno venti i ricoverati al Cardarelli e altri venti nel salernitano.
