di Simonetta Ieppariello
Sì sono Luca Materazzo. E si è lasciato ammanettare in un bar del centro di Siviglia, Luca il fratello minore di Vittorio Materazzo, ucciso a coltellate il 28 novembre del 2016 in via Margherita di Savoia a Napoli.
Svolta sul caso dell'ingegnere 51enne con la cattura del suo fratello minore. L'uomo era latitante da un anno, in fuga dal dicembre 2016.
E' stata la polizia spagnola a catturarlo nella città iberica durante un controllo di una pattuglia all’interno di un bar centrale dove il Materazzo lavorava come cameriere.
Quando la polizia gli ha chiesto i documenti, lui ha consegnato quelli originali e ha ammesso: «Sì, sono Luca Materazzo» e si è lasciato arrestare. Successivamente sono scattati i riscontri in caserma e sono state verificate le sue impronte digitali. I tempi per la consegna in Italia dovrebbero essere brevi.
L’uomo aveva dovuto interrompere ogni relazione con amici e parenti in Italia, era stato costretto a recidere ogni tipo di rapporto per non consentire agli investigatori di localizzarlo.
Luca era irreperibile dal 10 dicembre quando venne localizzato per l'ultima volta a Napoli, da dove partì con un bus per Genova e lasciò il territorio nazionale. Nei suoi confronti venne spiccata un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio aggravato dalla premeditazione e dal vincolo di consanguinità.
Il suo avvocato, Gaetano Inserra, qualche giorno dopo la decisione di Luca di rendersi irreperibile, ricorderà che «interrogato sull'omicidio del fratello Vittorio si è più volte proclamato innocente», ipotizzando che Luca potesse essere «spaventato dalle lungaggini giudiziarie o da una sentenza per omicidio che ormai già sembrava quasi certa».
Vittorio Materazzo fu ucciso con oltre 30 coltellate nell'atrio del palazzo di famiglia.
