di Siep
Baby gang e accoltellamenti, Arturo quasi ucciso a 17 anni da un branco di coetanei. A Napoli anche il mondo dell’arte si ribella contro il crimine organizzato e quello minorile che si scatena senza limiti. In testa a tutti Toni Servillo che si dice indignato per l’assurda e incontrollata escalation di violenza.
«Anche noi siamo indignati e dispiaciuti per quello che è successo - ha detto durante lo spettacolo Servillo - e proprio per questo, nel nostro piccolo, con il nostro spettacolo, cerchiamo di dare un contributo, per fare in modo che nessuno se ne vada da questa città». Ieri il mondo della scuola ha marciato, per dire basta a gang e vandali, violenza e paura. Sabato il mondo civile torna in piazza. Il liceo Cacciopoli diventa il simbolo della rivolta, con i suoi 6 atti vandalici subiti in pochi mesi. Le parole del 16enne accusato di aver accoltellato due coetanei inducono una riflessione obbligata.
Il ragazzino inchiodato dal video choc avrebbe ammesso: «Sì, sono io quello che impugna il coltello, ma ci tengo a precisare che è poco più di un portachiavi, di un souvenir, l’ho buttato, di dico dove. Noi veniamo da zone povere della città, quella sera ci siamo fatti un giro nella zona degli chalet (Mergellina), poi al Vomero, quando quelli ci hanno guardati, è stato istintivo fermarci, ce la siamo presa con loro, sono quelli più fortunati...». Risentimento sociale, dunque, forse alla base della maxirissa nella quale due ragazzi hanno subito coltellate alle gambe, colpi di casco alla testa, tanto da ricorrere alle visite mediche.
Ma l'effetto incontrollato e dilagante dei boss presi ad esempio dilaga. Ieri a Torre Annunziata l'ultimo esempio.
Erano in giro a fare scorribande in perfetto stile Gomorra, armati di una pistola a salve carica e con un colpo nella camera di scoppio pronto ad essere esploso. Quattro minorenni di Torre Annunziata sono stati fermati dalla polizia nei vicoletti del centro oplontino, proprio nelle stradine che nelle ultime settimane sono state teatro di alcune finte «stese», fatte con armi giocattolo uguali a quelle vere, e che come quelle vere seminano il panico tra i residenti della zona. Il più piccolo è il nipote di un boss della camorra, ha appena 14 anni e nascondeva tra le gambe l'arma innocua, ma senza tappo rosso mentre gli altri tre avevano 16 e 17 anni.
Stavano giocando a fare Gomorra, facendo scorribande per terrorizzare i residenti del rione Provolera e del Parco Penniniello.
