di Simonetta Ieppariello
Droga, usura e armi, piazze di spaccio attive 24 ore su 24 con clienti che sciamavano di continuo nei quartieri spagnoli, per acquistare cocaina ad ogni ora, del giorno e della notte, da decine di pusher in costante attività. Ma c’era anche chi la coca la ordinava e poteva contare su i cosiddetti pony express del malaffare.
Un business milionario per il gruppo criminale dei Farelli, legato ai clan «Elia» e «Mariano», che controlla una importante area del centro storico di Napoli: tra i Quartieri Spagnoli e il Pallonetto di Santa Lucia.
Ma stanotte c’è stato un blitz che ha sgominato il cartello e ha visto in azione decine di carabinieri tra i vicoli della città.
Un intervento che ha consentito ai militari di colpire il cuore dell’organizzazione malavitosa. Diciannove le persone fermate - 5 in carcere, 11 agli arresti domiciliari, un obbligo di firma e due divieti di dimora a Napoli e provincia - accusate di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, spaccio, tentato omicidio, detenzione di armi, usura, favoreggiamento di latitanza e ricettazione.
È stato inoltre identificato l’autore del tentato omicidio di Antonio Boccia, gambizzato il 18 novembre 2015 per motivi legati al controllo di una “piazza di spaccio” nei quartieri Spagnoli: si tratta di Francesco Valentinelli, l’uomo arrestato il 30 novembre 2017 poiché ritenuto responsabile dell’omicidio di Gennaro Verrano, commesso il 17 novembre 2017 tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli.
Si tratta di un vasto giro di “micro usura”, che produceva un volume d’affari di circa 20mila euro al mese, e della gestione di 4 piazze di spaccio aperte 24 ore al giorno per la vendita di cocaina, sia in loco che su ordinazione.
Le indagini, coordinate dalla Dda di Napoli, hanno permesso di identificare i componenti del gruppo e le principali fonti di profitto del gruppo criminale. Il cosiddetto core business. Soprattutto la gestione di quattro piazze di spaccio, con vendita di cocaina per 24 ore al giorno, e di un giro di micro-usura che garantiva almeno ventimila euro al mese di profitto. Durante il blitz, i carabinieri hanno anche sequestrato i libri contabili dell’organizzazione malavitosa. Annotate entrate e uscite, mesate per le famiglie dei detenuti e nomi dei clienti abituali e persone sottoposte al pizzo. Sequestrati anche 103mila euro -parte in contante e parte depositati su un libretto- ritenuti provento di usura.
Sequestrate anche una pistola semiautomatica e decine di cartucce nella disponibilità del gruppo, oltre che di arrestare 4 persone che detenevano arma e munizioni.
Nel corso dell’attività sono stati sequestrati complessivamente 180 grammi di cocaina, per la cui detenzione sono state arrestate in flagranza di reato 7 persone. Le indagini hanno anche permesso di individuare i 2 favoreggiatori della latitanza di Salvatore Maggio (appartenente al clan “Mazzarella”), catturato dai Carabinieri il 10 giugno 2016 in un resort di Vico Equense.
