di Simonetta Ieppariello
La produzione di Gomorra è accusata da un uomo di aver pagato 5mila euro ad un boss per il fitto di una villa utilizzata come casa e quartier generale (nella fiction) dalla famiglia Savastano, nella prima stagione.
Ha aspettato la fine del processo prima che sul caso di quella villa calasse il sipario. Poi le dichiarazioni che svelano i possibili retroscena per inquadrare la storia della villa sequestrata ai Gallo, su cui «gomorra» avrebbe pagato il pizzo agli stessi camorristi locali. E’ Gennaro Aquino nel tribunale oplontino di Torre Annunziata a chiamare in causa i vertici della Cattleya, la società di produzione delle tre fortunate edizioni di Gomorra. Dal canto suo Riccardo Tozzi responsabile della Produzione Cattleya smentisce tutto e spiega come nessun saldo a boss sia stato effettuato. Visibilmente contrariato spiega come nessun soldo sottobanco alla camorra sia stato passato.«Abbiamo girato centinaia di location, mai incontrato difficoltà di questo tipo. Il nostro operato è sempre stato corretto", è la risposta dei vertici di Cattleya alle accuse. Ma secondo l’imputato qualcuno avrebbe versato cinquemila euro al boss: soldi racchiusi in una busta finita nelle mani del capoclan Francuccio o pisiello. «Uno della produzione mi portò una busta chiusa con all'interno 5mila euro. Erano soldi della produzione, che io portai a zì Filuccio». Insomma, se così fosse alcune scene di Gomorra sarebbero state possibile solo grazie al saldo di un pizzo al crimine.
«Tutti sapevano», spiega in riferimento proprio alla società di produzione. «Decisero che la villa bunkerata con quegli strani interni era quella giusta e vollero girare lì anche dopo l'arresto del proprietario e il sequestro della casa. Ho sbagliato, ma Cattleya non voleva che si facesse riferimento ai problemi che c'erano stati all'inizio». Spiega Aquino. Ma Tozzi replica a Il Mattino e spiega: "Posso solo dire che è una storia infinita, nel corso della quale ripeto e ripetiamo: gli unici soldi dati per girare delle scene in una villa di Torre Annunziata sono quelli dati in chiaro all’amministratore giudiziario, il titolare della custodia del locale. Abbiamo girato centinaia di location, mai incontrato difficoltà di questo tipo. Il nostro operato è sempre stato corretto".
