Arturo quasi sgozzato: c'è un quarto indagato

Lo chiamano "Genny": l'interrogatorio previsto per venerdì. Ma la gente non collabora

Napoli.  

C'è un quarto indagato per il ferimento di Arturo, aggredito a coltellate in via Foria la sera del 18 dicembre scorso. Nelle ultime ore la svolta nelle indagini della Squadra Mobile. In una foto scattata tre giorni prima il tentato omicidio indossa un giubbotto verde militare e ha il passamontagna che gli copre una parte del volto. È abbracciato a «’o nano» e a «Kekko» sul lungomare di Napoli. Il primo è in carcere dalla vigilia di Natale ed è stato riconosciuto nel corso di un incidente probatorio proprio dalla vittima. L'altro, interrogato il 22 dicembre, ha un alibi di ferro: era a vendere pastori e presepi a San Gregorio Armeno. Il terzo della lista invece va ad una scuola per diventare pizzaiolo, ha spontaneamente consegnato il suo telefono cellulare ai pm per farlo analizzare, sicuro che non troveranno nulla. Ora gli inquirenti hanno notificato un altro avviso di garanzia: si chiama Genny ed è il quarto sospettato: è l'ultimo ragazzino individuato del gruppo le cui azioni sono state immortalate anche da telecamere di videosorveglianza. Venerdì mattina sarà interrogato con il suo avvocato difensore al Tribunale dei Minori con l’accusa di aver fatto parte della baby gang che aggredì Arturo, quasi uccidendolo. Le accuse nei suoi confronti sono di tentata rapina e tentato omicidio. Ormai si stringe il cerchio attorno a “'O nano” ritenuto il capo della banda.

Ma l’indagine è molto complicata perché non ci sono testimoni, gli inquirenti si stanno muovendo sulla base dei filmati della videosorveglianza. A vuoto finora tutti gli appelli a collaborare con gli inquirenti. Li ha lanciati all'indomani dell'aggressione soprattutto la mamma di Arturo, Maria Luisa Iavarone: “Il quartiere – ha dettop iù volte - deve essere coeso e indicare i reali responsabili. Sembra assurdo che in una strada affollata nessuno abbia visto”.