Corte dei Conti: Debiti? Legge speciale per Napoli

I numeri, il bilancio

Napoli.  

 

di Siep

 

«Occorre una legge speciale per Napoli che non ha la possibilità, neanche con la migliore gestione possibile, di uscire da tutto il debito pregresso» lo ha detto il presidente della Corte dei Conti della Campania, Michael Sciascia a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. «Si deve creare - ha spiegato Sciascia - una gestione stralcio per i debiti pregressi e lasciare gli amministratori liberi di poter gestire una città che è in netta ripresa e che io vedo, ad esempio rispetto a Roma, molto meglio gestita».

Nonostante il quadro sconsolante a livello regionale Sciascia premia Napoli per la volontà e capacità di riscatto per ruoli funzioni servizi e lotta agli sprechi rispetto alle altre grandi città.

Ma i numeri parlano chiaro. ”Lo scorso anno osservammo che la Campania era agli ultimi posti tra le regioni d'Italia e d'Europa per l'efficienza dei servizi pubblici. Lo stesso e' quest'anno. Questo avviene per la scarsa qualita' dei servizi e la percezione della sicurezza, drasticamente ridotta dal crimine che dilaga. Tutto cio' e' aggravato ancora di piu' dalla permanenza del grave problema della corruzione perche' rappresenta un cancro". L'affondo di Sciascia nel giorno dell'inaugurazione dell'anno giudiziario della territoriale che l'anno passato ha tenuto 121 udienze, 47 delle quali per giudizi di responsabilita' legati a sperperi di denaro pubblico". Tante le criticita' elencate dal presidente nel corso della sua relazione tenuta davanti alle piu' alte cariche civili e militari. Innanzitutto il "il sistema sanitario che aveva un passato con enormi deficit e che punta a migliorare; ma e' indispensabile la regolarizzazione del sistema contabile con una nuova stabilizzazione finanziaria e una riforma strutturale e funzionale gia' in parte avviatasi", spiega

Sciascia. Insomma anche i conti del comparto sanità vanno regolarizzati definitivamente. Secondo il vertice della magistratura contabile campana è necessario ridurre i costi della politica procedendo «con decisione a un saggio taglio a benefit, di eliminazione di ingiustificate e ingiustificabili prebende, collegate alle funzioni amministrative, e di spese per nulla produttive né utili, come spesso avviene con aziende regionali e società partecipate, nonché con consulenze e assunzioni di comodo, avvertite come dannose dalla cittadinanza, nonché ad una oculata gestione dei fondi rimessi ai gruppi consiliari regionali e comunali per l'esercizio delle loro funzioni istituzionali». In particolare, è di circa due milioni e mezzo di euro il danno quantificato dalla Corte dei Conti in relazione alla «gestione di fondi pubblici da parte dei gruppi consiliari regionali per le più varie spese».