di Siep
Trentatré agenti di polizia sotto interrogatorio e un vertice investigativo tra gli organi inquirenti italiani e messicani. Svolta nelle indagini sui tre napoletani scomparsi da 22 giorni in Messico. Martedì le autorità della polizia di Jalisco hanno incontrato il rappresentante dell'ambasciata italiana in Messico ed un dirigente del Viminale.
Le operazioni di ricerca dei tre napoletani sono state allargate ben oltre i confini della regione di Jalisco, estendendosi anche agli stati confinanti. E in queste ore i 33 poliziotti sarebbero stati interrogati e gli sarebbero state tolte le armi di ordinanza.
Il procuratore generale dei Jalisco, Raul Sanchez Jimenez, avrebbe affermato che tra i moventi che avrebbero causato la scomparsa dei tre napoletani si valuta anche l'ipotesi che uno di essi possa avere per errore truffato - nella vendita di generatori elettrici contraffatti personaggi legati alla mala locale.
Sotto osservazione anche ambienti che ricondurrebbero agli appartenenti ad un cartello criminale attivo nella regione di Jalisco: «Jalisco new generation», con cui i tre potrebbero, anche involontariamente, essere entrati in contatto.
Sullo sfondo il dramma delle famiglie a Napoli che ieri hanno parlato a Chi L’ha Visto?
«La procura di Guadalajara indugia su dicerie legate agli interessi dei nostri cari in Messico per coprire il loro insuccesso e la situazione di stallo nelle operazioni di ricerca»: è la denuncia dei Russo e dei Cimmino, rilanciata ieri in una dichiarazione rilasciata all'Ansa. I familiari dei tre «desaparecidos» ribadiscono l'assoluta estraneità dei loro cari ad ambienti riconducibili al narcotraffico o ad organizzazioni criminali.
«L'impressione - concludono i parenti dei tre desaparecidos è che in Messico si preferisca dare credito a queste menzogne solo per coprire la mancanza di risultati nella ricerca». Durante la trasmissione i parenti hanno raccontato la loro disperazione come quella di Vanessa, giovane moglie di Vincenzo che spiega come aspetti da settimane notizie del marito, mentre a casa piangono i suoi due bimbi.
La moglie di Raffaele Russo, Silvana, non è riuscita neanche disperata. Lei aspetta notizie non solo di suo marito ma anche di suo figlio Antonio, inghiottito nel nulla dopo soli cinque giorni dal suo arrivo in Messico.
Lo conferma disperata Angela Panico, la fidanzata di Antonio.
«Non esiste, non può essere così. Non sappiamo nulla da giorni. Per settimane le autorità locali non ci hanno dato alcune notizia. Siamo disperati, sospesi nel nostro dolore e attesa». Anche Fortuna, la sorella di Raffaela disperata vuole sapere suo fratello, i suoi nipoti dove siano.
