"Ora comandiamo noi": arrestati i baby estorsori della camorra

A Pozzuoli sgominata la banda

ora comandiamo noi arrestati i baby estorsori della camorra
Pozzuoli.  

 

di Simonetta Ieppariello

“Prepara 5mila euro per stare a posto fino a Natale perché adesso a Pozzuoli ci sta lui”. Così la banda di Monterusciello aveva terrorizzato il titolare di un supermercato del quartiere facendosi consegnare tutti i soldi che aveva in cassa. In pieno stile Gomorra quattro giovanissimi armati in sella a due moto avevano fatto irruzione in pieno giorno, minacciando di sparare contro le serrande se “non avesse pagato”. Tra questi c’è anche il leader di un manipolo di giovanissimi del quartiere che negli ultimi tempi avrebbe scalato le gerarchie della mala locale. I fatti risalgono al 9 agosto scorso. Ma sono scattate subito le indagini dei Carabinieri di Pozzuoli e del Nucleo Investigativo di Napoli che,  coordinati dalla Procura Ordinaria e da quella dei Minori di Napoli, hanno chiuso il cerchio e sgominato la banda.

Una sequenza agghiacciante, ancor più per la giovanissima età dei protagonisti. Dei baby estorsori spietati e pronti a tutto per incassare quanto dovuto al nuovo sodalizio che si sta imponendo nella zona. Poco dopo sono tornati il 14enne e il 18enne e la vittima si è trovata costretta a consegnare loro tutto il denaro che aveva in cassa. L’esercente conti all amano non era riuscito a saldare quanto dovuto al clan.

Ma il loro raid è stato subito punito.

I quattro sono stati velocemente identificati dai carabinieri grazie a indagini coordinate dalle Procura Ordinaria e dalla Procura dei Minori di Napoli. Due dei soggetti, un 19enne e il 14enne presenti durante la prima fase dell’intimidazione, sono stati rintracciati nell’ospedale cittadino dove era ricoverato il padre di uno di loro; il più piccolo ha tentato la fuga scavalcando una finestra posta al primo piano dell’ospedale ma vanamente.

Entrambi sono stati bloccati e sottoposti a fermo per estorsione e detenzione e porto illegali di arma. La moto utilizzata per spostarsi è stata sequestrata.

Era stata riverniciata di azzurro per sviare le indagini ma i carabinieri, rimuovendo lo strato superficiale di vernice, hanno scoperto il nero originale. Gli inquirenti hanno subito stretto il cerchio delle indagini individuando ogni protagonista di questa triste vicenda di violenza  e racket, inchiodandolo alle sue responsabilità.