Bomba contro Sorbillo:"Hanno colpito me per far paura a tutti"

Il titolare della storica pizzeria ai Tribunali:vado avanti.Non ho paura. Vogliono rovinare Napoli

Sorbillo: non escludo che possa essere collegato agli ambienti da stadio. Mi sono schierato contro il razzismo.Ma è solo un sospetto che possa esserci correlazione. Intanto domani festeggiamo il Santo Patrono dei Pizzaioli. Sant'Antonio ci proteggerà

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Napoli.  

Il telefono è squillato all’1.50 del mattino. Gino Sorbillo è stato avvisato dai vicini per quel boato che ha squarciato il silenzio della notte, nel centro storico di Napoli. «Gino corri. C’è stata un’esplosione. Hanno messo una bomba nella tua pizzeria!».

Gino Sorbillo, giovanissimo e coraggioso è uno dei simboli della Napoli che vuole rinascere e riscattarsi. Stanotte si è svegliato, ha raccolto l’allarme, è corso nella sua storica attività di via Tribunali, dove da 24 anni lavora.

“L’ho visto crescere - racconta un celebre neomelodico, che da uno dei terrazzi dei Tribunali canta per allietare il passeggio dei turisti -.

Aveva i calzoni corti quando già si rimboccava le maniche e si metteva a imparare a fare le pizze con sua nonna Esterina. E’ una vergogna quello che gli hanno fatto. Lui ha fatto venire a Napoli, arrivare ai Tribunali, milioni di turisti».

«MI hanno distrutto un locale. È saltato tutto l’ingresso, i vigili del fuoco erano già al lavoro quando sono arrivato: mi hanno chiesto se avessi ricevuto avvertimenti, minacce. Ma la risposta è no. Se fosse accaduto, avrei denunciato. Ho sempre avuto un atteggiamento molto limpido, trasparente, di assoluta collaborazione con le forze dell’ordine. Io sono un ex carabiniere. Credetemi, se mi avessero minacciato avrei denunciato e lo avrei fatto subito. Mi fa male soprattutto perchè hanno piazzato, penso, una bomba a me per colpire tutti - racconta al telefono Gino Sorbillo».

Secondo Sorbillo, che ha la voce scossa dalla tensione di una giornata che non dimenticherà mai, la bomba vuole essere un segnale, un avvertimento contro chi vuole ribellarsi alla camorra. Insomma, se si piazza una bomba contro Sorbillo, forse, in un certo senso, si vuole mandare un messaggio a tutti. O, almeno, lo si vuole mandare a chi pensa di ribellarsi alla malavita, alla sua logica e alle sue regole.

«Sì, una bomba contro di me per colpire tutti - ripete più volte al telefono -. Io lavoro da anni per riportare il centro storico alla luce, per aprire la città ai turisti, ai clienti, per creare un ciclo virtuoso per chi vuole lavorare in questa città. Lavoro per rilanciare la mia adorata Napoli e all’improvviso mi fanno chiudere così. Ho paura che sia un avvertimento destinato ad altri commercianti, che abbiano colpito me per dire: “Se lo abbiamo fatto a Sorbillo lo possiamo fare a tutti”».

Ma la riflessione di Sorbillo va oltre. Il maestro pizzaiolo famoso in tutta Italia ora è in viaggio per Milano e ha la voce rotta dall’emozione sempre di più, ora dopo ora, a ripensare a come quella sua storica attività sia stata devastata dalla furia della malavita.  Risponde al telefono in treno, mentre in via dei Tribunali già si lavora per riparare e riaprire. Lui, non si scoraggia, guarda avanti e annuncia, sicuro: «Riapriremo entro pochissimi giorni, non ci fermiamo. I danni sono di alcune migliaia di euro, ma quello che mi preoccupa è che poteva scapparci il morto. Io ho un guardiano notturno che era dentro alla pizzeria. Se il mio collaboratore fosse stato vicino all’ingresso, in quel momento, poteva rimanere ferito, o peggio ancora morire.

Senza contare che si tratta di una zona densamente abitata dagli studenti fuori sede, che di notte passeggiano fino a tardi nel centro antico. Non voglio pensare a cosa si è rischiato la scorsa notte». 
Ma lui di nemici non ne ha e non sa darsi pace nel pensare che qualcuno gli abbia piazzato una bomba, nella sua via dei Tribunali dove è cresciuto.

«Non ho nemici che mi abbiano minacciato: anche l’incendio che ha distrutto il mio locale 5 anni fa è arrivato all’improvviso. E non si è mai saputo il colpevole. La via è piena di telecamere. Tra i miei locali ce ne sono 24. ora la polizia sta guardando i filmati, si vede un tipo che piazza l’ordigno e scappa. spero che presto il responsabile sia assicurato alla giustizia».

Intanto Sorbillo non si ferma. Inoltre condivide il suo dramma per spiegare agli altri commercianti, a tutti gli altri cittadini perbene che non ci si deve far intimorire.

«Sarebbe questo l’errore più grande. Chi mette le bombe vuole far paura, noi napoletani perbene non dobbiamo lasciarci intimorire. Mi hanno già chiamato in tanti, dal questore al sindaco, da Cracco a Oldani. E domani si festeggia il protettore dei pizzaioli, Sant’Antonio. Succede poche ore dopo l’accaduto. Sant’Antonio ci proteggerà. Sempre».