di Sergio Califano
Non è un paese per vecchi. E nemmeno per vecchi boss. Evapora il clichè di don Vito Corleone che, vecchio e malandato, riceve ancora il convinto baciamano dei picciotti di Brooklin e quello di Totò Riina che, forse già col catetere e fuggiasco tra le pecore, impartisce ordini agli uomini d'onore di Cosa nostra. Al vico Concordia, cuore dei Quartieri Spagnoli a Napoli, la concordia c'era trent'anni fa quando in uno di quei bassi viveva Ciro Mariano 'o picuozzo con la moglie Concetta Tecchio e i tre figli maschi, vicerè riconosciuto dei vicoli a monte di via Toledo. C'era, poi don Ciro fu ammanettato a Roma da finti camerieri nel ristorante Meo Patacca e forse già allora si incrinò un monopolio di malaffare, già peraltro insidiato dai vari e numerosi gruppi scissionisti, dai Di Biase ai Terracciano, dai Savio a Antonio Ranieri "polifemo" e Salvatore Cardillo "beckembauer". In carcere Mariano con la prospettiva di un lunghissimo soggiorno dietro le sbarre, i fedelissimi furono progressivamente cancellati da arresti e agguati, per far spazio ai giovani leoni della malanapoli che sgomitavano (è un eufemismo) con messaggi minacciosi su facebook e tatuaggi chilometrici per farsi spazio nei ricchi business della Napoli bene. E' la camorra 4.0 e Mariano, in carcere, vedeva dissolversi il suo impero con le notizie che gli arrivavano periodicamente nelle supercarceri dove era rinchiuso.
Adesso, è storia di aprile 2018, Mariano è tornato libero dopo 27 anni ed è tornato in vico Concordia, dove adesso ci sono le paranze dei ventenni che lo hanno soppiantato da tempo. E a nessuno di questi giovani con mitraglietta ha mai sfiorato la mente il pensiero di andare ad ossequiare il vecchio padrino quasi settantenne. Anzi: nei giorni della merla quartierana c'è stato dapprima una sorta di flashmob spontaneo dei giovani leoni di Montecalvario che hanno chiesto senza mezzi termini all'ex boss di cambiare aria e quartiere perchè i tempi sono cambiati. Mariano è sembrato restare imperturbabile, ma dopo qualche giorno la merla si è fatta più insidiosa con una grandinata di proiettili contro il portoncino un tempo sacro e inviolabile.
A Mariano, oltre la presenza scomoda, viene contestato il pentimento del fratello Marco, Marcuccio tra i vicoli, che sta raccontando quarant'anni di crimine facendo nomi, cognomi, fatti e circostanze. E ritorna la tensione e la preoccupazione dei blitz della Procura antimafia per le rivelazioni, un po' come accadde qualche decennio fa con le gole profonde Carmela Palazzo e Pasquale Frajese, con centinaia di camorristi in carcere. E per convincere Mariano ad andarsene per il momento si spara al portoncino. Poi chissà. Ma non è più un paese per vecchi, neanche tra i vicoli del malaffare.
E quel vico Concordia sembra sempre più un malinconico Sunset Boulevard.
