Alla fine, lui -L.D.R., di Varcaturo – è stato condannato a 9 mesi per esercizio arbitrario delle proprie ragioni, mentre lei – T.M., di Pozzuoli – è stata assolta.. E' la sentenza della Corte di assise di Napoli per le due persone spedite a giudizio – una terza non è stata identificata – in un'indagine dei carabinieri di Quarto. Erano imputate di sequestro di persona a scopo estorsivo, l'uomo anche di rapina.
L'inchiesta era nata dalla denuncia di un procacciatore assicurativo che avrebbe contratto una polizza ad un cliente del franchising assicurativo dell'uomo, rivelatasi poi falsa, e stornata il giorno successivo. Da qui, a detta del denunciante, una condotta violenta da parte degli imputati, i quali avrebbero chiesto il pagamento di una sanzione amministrativa, conseguenza del sequestro dell'autovettura del cliente in questione, ritenendo il procacciatore responsabile per riflesso.
La Procura aveva chiesto l'assoluzione degli imputati per la vecchia insufficienza di prove, gli avvocati Massimo Viscusi e Catena avevano puntato il dito contro alcune incongruenze emerse sull'analisi delle cellule telefoniche. Poi la sentenza della Corte, che ha assolto la donna e condannato L.D.R, con una decisione che l'avvocato Viscusi appellerà.
