Scomparsi in Messico. L'Onu accoglie il ricorso

Da più di un anno nessuna notizia. Il dramma dei napoletani

Il legale: il Messico è tenuto a inviare atti e informazioni alle famiglie ai legali e al comitato delle sparizioni forzate di Ginevra. Tutto questo entro il prossimo 8 marzo

Napoli.  

«L'alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha accolto, ieri, il ricorso depositato che abbiamo depositato in merito alla vicenda dei tre napoletani scomparsi in Messico». Lo annunciano gli avvocati delle famiglie dei tre - Raffaele e Antonio Russo e Vincenzo Cimmino - Claudio Falleti e Griselda Herrera. I tre dal gennaio del 2018 sono scomparsi in Messico. 

«L'Onu - ha aggiunto Falleti - tratterà il caso in virtù dell'ex articolo 30 della convenzione internazionale contro le sparizioni forzate, ovvero con carattere di urgenza. Il segretario generale delle Nazioni Unite ha inviato una nota al rappresentante messicano a Ginevra e ha notificato la decisione allo stato del Messico precisando quali sono le prescrizioni da rispettare». «In sostanza - ha spiegato Falleti - oltre a continuare le ricerche, il Messico è tenuto a inviare atti e informazioni alle famiglie ai legali e al comitato delle sparizioni forzate di Ginevra. Tutto questo entro il prossimo 8 marzo».

Raffaele Russo, 60 anni, suo figlio Antonio e suo nipote Vincenzo Cimmino, rispettivamente di 25 e 29 anni, sono scomparsi il 31 gennaio 2018 in Messico e da allora non si hanno più notizie.  Raffaele Russo si trovava in Messico da tempo, a Tecaltitlan dove vendeva in strada generatori elettrici acquistati a Napoli da commercianti cinesi. Antonio e Vincenzo, invece, erano arrivati pochi giorni prima della sparizione.