Vesuvio di nuovo in fiamme, rogo rifiuti industriali nel Parco

Il piano regionale antincendi ancora non parte, i droni intelligenti sono stati solo testati

vesuvio di nuovo in fiamme rogo rifiuti industriali nel parco

Scarti della lavorazione tessile dati alle fiamme in via Zabatta a Terzigno nell'area protetta

Terzigno.  

Pensavamo archiviata la stagione dei roghi dopo la devastante estate del 2017 che ha mandato in fumo centinaia di ettari di pineta nel parco nazionale del Vesuvio. E invece siamo punto e a capo (guarda il video)

Ieri i vigili del fuoco del distaccamento di Castellammare di Stabia allertati dai vigili urbani sono intervenuti a Terzigno, nei pressi della strada provinciale Zabatta, per spegnere un vasto incendio innescato dal rogo di rifiuti industriali. Sulla natura dolosa delle fiamme i pompieri non hanno alcun dubbio. Qualcuno ha appiccato il fuoco a diversi cumuli di scarti della lavorazione tessile delle industrie della zona, tonnellate di stoffa adagiate su guaine di plastica e gomma, sotto i pini dell'area protetta. L'incendio si è sviluppato lungo una stradina laterale di Via Zabatta, peraltro custodita da un cancello.

Per fortuna l'intervento tempestivo dei caschi rossi ha impedito che le fiamme si propagassero velocemente ad altri appezzamenti di terreno. Poco distante da qui si trova la zona dei ristoranti e delle ville vesuviane, affollatissime in questo periodo di matrimoni e cerimonie. Le temperature molto alte di questo inizio giugno hanno reso tutto più difficile. Ci sono volute circa due ore per avere ragione delle fiamme.

In attesa dei droni “intelligenti” che per ora sono stati solo testati ma non sono ancora operativi, è necessario avviare da subito il piano di prevenzione incendi sul parco del Vesuvio.

“Noi siamo pronti – ha dichiarato il caposquadra del distaccamento dei vigili del fuoco di Castellammare, Giuliano Lupara, intervenuto sul posto insieme ai suoi uomini – Ci siamo attrezzati per affrontare una nuova emergenza con tutti i mezzi necessari, anche con la flotta aerea (canadair ed elicotteri). Ora attendiamo che dalla Regione parta definitivamente il piano. Siamo un po' in ritardo. Ma sono certo che entro metà giugno si darà il via alla campagna. La situazione è già critica – aggiunge Lupara – come vedete basta un solo focolaio per innescare un incendio pericolosissimo, per la salute e per l'ambiente”.