Napoli città con più feriti da fuochi d'artificio in Italia

Presentato oggi il dossier di Fareambiente

Napoli.  

Fareambiente ha presentato oggi il report dal titolo “Legalità, fuochi pirotecnici e contraffazione dal degrado sociale alla prevenzione ambientale”. Un documento con dati precisi che mostrano quanto sia purtroppo ancora una realtà diffusa quella dell’utilizzo dei fuochi pirotecnici non conformi. 

Come ogni anni a guidare la classifica delle città con maggiori interventi delle forze dell’ordine e degli operatori sanitari è Napoli con ben 37 interventi su feriti da esplosione di fuochi d'artificio, un dato in leggero aumento rispetto a quello dell’anno scorso (35 nel 2018).

Nella classifica delle regioni invece in testa c’è il Lazio con 171 feriti, seguita da Lombardia con 88, Campania con 86, Emilia Romagna con 76 e la Toscana con 52.

Una nota positiva è rappresentata dalla Sardegna che per il secondo anno consecutivo è risultata esente da incidenti da botti natalizi. 

Il dossier è stato presentato nella sede di Fareambiente, da Anna Zollo, responsabile dell’Ufficio Studi e Ricerche, grazie alla collaborazione di Nas, Rac e Guardia di Finanza. 

“Come ogni anni Fareambiente presenta il report sui fuochi pirotecnici e botti di Natale - ha spiegato il presidente Vincenzo Pepe - Quest’anno il dato è sconvolgente: 171 feriti rispetto ai 114 i feriti, soprattutto adolescenti e minori dai 14 ai 20”. “Per quanto riguarda gli interventi sui feriti - prosegue il report - la città che prevale sempre su tutte è Napoli dove si sono contati 37 feriti. Il dato è in lieve aumento rispetto al primo dell'anno del 2018, quando i feriti tra capoluogo e provincia furono 35, e in diminuzione rispetto ai 45 di due anni fa. Nel Natale 2018 i feriti sono stati per lo più nella città 20 e 14 in provincia. Ingente è stata anche la merce sequestrata, per lo più in appartamenti privati o in scantinati. Il principale materiale esplodente sequestrato sono state: cipolle, sfere calibro 7.5, cobra, thunder, batterie e candele romane".