Sono quasi 40 i sindaci dei comuni della provincia di Napoli e Caserta, ricadenti nella cosiddetta Terra dei Fuochi, che hanno sottoscritto un esposto presentato alle Procure di Napoli e Napoli Nord. Con loro il vescovo di Aversa Monsignor Angelo Spinillo che da sempre è al fianco dei comitati e dei cittadini. Tutti insieme hanno deciso di mobilitarsi contro i roghi di rifiuti che stanno nuovamente ammorbando l'aria. Roghi che in realtà non si sono mai fermati ma che in queste ultime settimane sono diventati insopportabili e più frequenti. Alle Procure di Napoli Nord, competente per territorio, e a quella di Napoli, competente per i reati in materia ambientale, si chiede di indagare in particolare sui roghi di rifiuti industriali.
I sindaci e il vescovo chiedono inoltre «l’immediato ripristino delle condizioni di legalità violate e di voler da subito indire un tavolo interforze presso la competente Procura della Repubblica alla presenza delle Autorità e dei cittadini». L’esposto sarà inviato anche al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai ministri dell’Interno e della Transizione Ecologica, al presidente della Regione Campania e alle forze dell’ordine.
«Nonostante gli sforzi profusi - aggiunge l’esposto - nel corso degli anni per contrastare il doloroso e triste fenomeno di roghi dolosi di rifiuti, senz’altro pericolosi e nocivi, roghi verificatesi in continuazione, sia di giorno che di notte, nei comuni insistenti nell’area Nord Napoli ed a Sud di Caserta, il fenomeno non si è arrestato. Quanto da sempre accade tra i Comuni di Giugliano, Villaricca, Qualiano, Parete, Aversa, Lusciano, Trentola Ducenta, Teverola, Succivo, Cardito, Villa Literno, Carinaro, Caivano, Afragola, Acerra, Mugnano, San Cipriano d’Aversa, Casapesenna, Casal di Principe, Cesa,… (per i quali, ovviamente, saranno più descrittivi, con appropriate relazioni, le Forze dell’Ordine ed i Vigili del Fuoco del territorio) è di potenziale nocumento alla salute dei Cittadini. È di tutta evidenza chedietro questo fenomeno criminale si nasconde un mercato illegale di smaltimento dei rifiuti. Appare utile evidenziare che le continue esposizioni ai fumi ed alle esalazioni derivanti da tutto quanto in precedenza descritto, provochino irreversibili danni alla salute. Il diritto alla salute, ex articolo 32 della Costituzione, ha ad oggetto la generale e comune pretesa dell’individuo e quella collettiva della comunità a condizioni di vita, di ambiente e di lavoro che non pongono a rischio questo bene essenziale ed implica, non soltanto situazioni attive di pretese, ma anche il dovere di non ledere o porre a repentaglio la salute altrui. Non è soggetto a limiti rimessi alla discrezionalità amministrativa e non è suscettibile di affievolimento. Tutto ciò, purtroppo, sembra negato per le Comunità che vivono la grande area oggetto dei fatti illeciti indicati».
L'iniziativa segna dunque la ripresa della mobilitazione a pochi mesi dalla firma a Caivano del patto con il ministro Carfagna, che ha finanziato alcuni progetti. Ora Vescovo e cittadini chiedonoamo all’autorità giudiziaria delle risposte, perché i continui roghi tossici della zona non sono sporadici atti di vandalimo ma sottendono a una strategia di smaltimento illegale di rifiuti che va avanti da anni.
