Morto per l'esaurimento dell’ossigeno in ambulanza a Napoli: caso riaperto

Borrelli: "Bisogna giungere alla verità e alla giustizia se vi sono delle responsabilità"

morto per l esaurimento dell ossigeno in ambulanza a napoli caso riaperto

La famiglia si è rivolta al consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli

Napoli.  

Morì in seguito al trasporto in ambulanza dall’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia al Cardarelli di Napoli, a causa all’esaurimento della bombola d’ossigeno.

A distanza di un anno si riapre il caso

Oggi a più di un anno di distanza l’inchiesta per la morte di Aniello Vicedomini è stata riaperta ed il Gip Valentina Gallo del Tribunale di Napoli ha richiesto un supplemento di accertamenti tecnici e respinto la richiesta di archiviazione della Procura di Napoli.

La denuncia del figlio 

Il figlio del 68enne deceduto, Giuseppe, si è rivolto al consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli, il quale nel settembre 2021 aveva interrogato la Giunta Regionale sulla vicenda al fine di chiarire tutte le circostanze e, soprattutto, se a bordo dell’ambulanza privata di una società, che ha vinto una gara d’appalto con l’Asl Napoli 3, ci fosse personale qualificato.

 “Noi ancora oggi a distanza di 15 mesi, non ce ne facciamo una ragione. Bisogna diffondere questa notizia affinché ci sia una presa di coscienza da parte di chi di dovere, e che il nostro dolore possa essere compreso da chi deve indagare sulla morte di papà.”- le parole di Giuseppe.

“All'epoca dall’indagine sanitaria dell’ospedale San Leonardo era emerso che ‘il paziente, affetto da fibrosi polmonare ed insufficienza renale, durante il tragitto non aveva manifestato problemi e non necessitava di ventilazione forzata ma solo di somministrazione di ossigeno per cui gli era stato applicato il sensore fisso per il monitoraggio continuo del livello di ossigeno nel sangue.

La riostruzione dei vari passaggi 

Una volta raggiunto al Cardarelli e sottoposto al triage, il paziente era stato poi trasportato nuovamente in ambulanza verso il padiglione Palermo al reparto pneumologia.

Lì il paziente aveva cominciato a manifestare una marcata dispnea per cui l’infermiere che lo accompagnava aveva aumentato il flusso della bombola d’ossigeno portatile e decidendo di collegare il paziente, al reparto medicheria, ad una bambola di maggiori dimensioni. A quel punto le condizioni dell’uomo erano peggiorate improvvisamente e nonostante le manovre di rianimazione è deceduto.

L'indagine della polizia

La polizia di stato aveva verificato che l’erogatore dell’ambulanza era funzionante, così come era carica la bombola portatile. La direzione del Cardarelli aveva fatto sapere che il paziente quando è giunto al reparto di pneumologia era già in condizioni critiche’. Questo è quanto ci fu comunicato.”- dichiara il Consigliere Borrelli, membro della commissione sanità.- “Ora chiediamo che si faccia chiarezza fino in fondo. Alla famiglia Vicedomini deve essere concessa la verità e, nell’eventualità che fossero verificate responsabilità del personale sanitario, anche la giustizia.”