Stese in piazza a Napoli, spararono per uccidere: svolta nelle indagini

Decreto di fermo nei confronti di sette persone, quattro delle quali minorenni

stese in piazza a napoli spararono per uccidere svolta nelle indagini

L'episodio delittuoso si inserisce in una sequela di eventi da inquadrarsi nell'ambito dei contrasti tra gruppi criminali di giovani che insistono su quartieri...

Napoli.  

La polizia ha dato esecuzione ad un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso nei confronti di sette persone, quattro delle quali minorenni, gravemente indiziate, in concorso tra loro, dei reati di tentato omicidio, porto e detenzione di arma da sparo aggravati dalle modalità mafiose previste dall'art. 416 bis codice penale.

Uno dei tre maggiorenni, risultato irreperibile all'atto dell'esecuzione, si è costituito la scorsa notte nella casa circondariale di Secondigliano mentre uno dei quattro minorenni è tuttora irreperibile.

Il provvedimento precautelare compendia gli esiti delle indagini coordinate dalla procura della repubblica presso il tribunale per i minorenni di Napoli e dalla procura della repubblica direzione distrettuale antimafia di Napoli, condotte dalla squadra mobile congiuntamente al personale del commissariato di polizia San Ferdinando e Montecalvario che hanno portato all'identificazione dei presunti responsabili della sparatoria avvenuta in Piazza Carolina la notte tra l'11 e il 12 dicembre scorso, allorquando in pieno centro cittadino, un gruppo di giovanissimi provenienti dai quartieri spagnoli ha aperto il fuoco all'indirizzo di coetanei di un gruppo riferibile al quartiere cittadino del Pallonetto di Santa Lucia, sparando ad altezza d'uomo con l'evidente intenzione di uccidere.

La reazione in armi degli altri giovani ha portato ad ulteriori spari e stese nel percorso di fuga. Le telecamere di videosorveglianza hanno consentito di ricostruire l'intera dinamica dei fatti e di identificare come gravemente indiziati i soggetti fermati.

L'episodio delittuoso si inserisce in una sequela di eventi da inquadrarsi nell'ambito dei contrasti tra gruppi criminali di giovani che insistono su quartieri differenti e limitrofi. All'esito delle udienze di convalida dei competenti Gip, che hanno interessato i due indagati maggiorenni e i tre indagati minorenni fermati, è stata disposta la custodia cautelare carcere per i primi e la misura della custodia cautelare in Ipm per i secondi.

La misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, potrà essere appellata dagli indagati e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.