La morte assurda di Ylenia, morta a Napoli nel quartiere Ponticelli, dopo essere stata accoltellata dal fratello Giuseppe reo confesso.
La riflessione di padre Maurizio Patriciello:
"Nei quartieri a rischio tutto avviene in fretta. L’infanzia è negletta se non negata. Salto mortale, poi, verso l’età adulta sorvolando sull’adolescenza. Problematici processi di adultizzazione. Senza strumenti adeguati, chiunque troverebbe difficoltà a gestire le proprie risorse. Occorre fare un passo alla volta, con calma, coniugando le esigenze del corpo con quelle della mente, del cuore, del bisogno di socialità, di lavoro.
Non sempre l’età cronologica corrisponde a quella psicologica
I moderni quartieroni popolari – almeno in Campania – si sono rivelati una sciagura. Costruiti in fretta, con materiali scadenti, senza gusto né infrastrutture, e lasciati, poi, a se stessi, hanno prodotto scempi inenarrabili. Non avrebbero dovuto mai vedere la luce, purtroppo è accaduto. Ci sono. Vi abitano decine di famiglie con neonati, bambini, adolescenti, ragazzi, nonni.
Persone che hanno il diritto di accedere a tutti i diritti che la costituzione riconosce agli italiani
Non sempre accade. In questi rioni diventati covi pericolosi, dai quali, chi può prende le distanze, lo Stato ha il dovere di essere presente più che altrove. Il lavoro che non c’è è un ottimo strumento per i professionisti della delinquenza che necessitano di manodopera.
Lo stomaco, dopo un giorno di forzato digiuno, brontola
Se il digiuno, poi, si perpetua, è probabile che anche chi non avrebbe voluto scendere a compromessi con la malavita, inizia a farci qualche pensiero. I ragazzi, poi, hanno bisogno di essere accettati dal gruppo egemone per non sentirsi tagliati fuori.
Occorre avere “quelle” scarpe, “quella” moto, “quei tatuaggi”, “quel” taglio di capelli. Resiste chi ha avuto modo e tempo per formarsi una coscienza e una cultura personali; gli altri non ce la fanno. Oltre all’abbigliamento e alle acconciature, anche il modo di intendere la vita rischia di imitare quello del più forte.
E chi è il più forte nel quartiere? Chi ha più denaro, più potere, più agganci, meno paura delle forze dell’ordine, e finanche del carcere
Sui social circolano video che inquietano: giovani che si vantano di affrontare la galera con orgoglio senza cedere alla tentazione di essere degli “infami”. Certo, perché chi collabora con lo Stato, chi si pente e fa marcia indietro, è da essi ritenuto un vigliacco, un infame, appunto.
Bombarda un bambino con queste idee fino dalla più tenera età, tienilo lontano dallo sport, dalla scuola, dal confronto con i suoi coetanei che vivono altrove, e vedi che gli potrà accadere col passar degli anni. Il quartiere Conocal, di Ponticelli, è uno di questi non-luoghi. Gli onesti che vi abitano sono degli eroi, ma da soli possono poco contro la cultura della delinquenza, della camorra, dell’illegalità. Devono essere aiutati e supportati.
E dove la famiglia è fragile lo Stato deve essere più presente
Non sempre accade. Yelenia ha solo 22 anni. L’altra sera è stata scaricata davanti all’ospedale. È viva, ma ancora per poco. La coltellata alla schiena le è stata fatale. A sferrare il micidiale fendente è stato suo fratello Giuseppe, di sei anni più grande. Vivevano soli, i due, essendo i genitori detenuti.
Lei faceva chiasso, forse, chissà, aveva voglia di cantare, di ballare, di sorridere alla vita. Lui, invece, aveva solo voglia di dormire. Scoppia una lite. Una banale lite come accadono in ogni casa. Una lite tra fratelli costretti a convivere tra tanta precarietà. Compare un coltello. Un altro di quei maledettissimi coltelli che in questi mesi stanno seminando il terrore e sangue.
La rabbia si trasforma in livore, il livore in violenza, la violenza in uno spaventoso fendente
Ylenia muore poco dopo. A 22 anni questa bella ragazza scende nella tomba. Giuseppe, adesso, piange e si dispera. Non avrebbe voluto ucciderla, dice. Gli crediamo. Purtroppo, l’ha uccisa. In carcere i genitori sono straziati dal dolore. Inizia lo “scarica colpe”.
Colpevolisti e innocentisti si alternano
Ognuno fa il proprio mestiere. Una cosa è certa: Ylenia, accoltellata, è morta dissanguata. In un quartiere dove la legalità fa fatica a farsi strada. Il bello ci ammalia, ci attrae; il brutto ci angoscia. La vita ci inebria, la morte ci deprime".
Il monito
"Presto! Abbattiamo le mura dei ghetti. Ciò che di bello sta avvenendo al Parco Verde in Caivano occorre realizzarlo anche altrove, a cominciare - perché no? - proprio dal vicino quartiere Conocal di Ponticelli".
