Svolta nell’inchiesta sulla morte di Giovanni Marchionni, il 21enne skipper originario di Bacoli trovato senza vita l’8 agosto 2025 a bordo di uno yacht ormeggiato nella Marina di Portisco, nel territorio di Olbia.
La Procura della Repubblica di Tempio Pausania ha iscritto nel registro degli indagati le prime persone nell’ambito dell’indagine, inizialmente aperta contro ignoti con l’ipotesi di omicidio colposo.
La svolta arriva dopo una serie di approfondimenti tecnici disposti dagli inquirenti sull’imbarcazione di 17 metri a bordo della quale il giovane lavorava. Al centro delle verifiche, in particolare, le batterie, il sistema di ricarica e l’intero impianto elettrico del natante.
Secondo quanto emerso dagli esami autoptici, tossicologici e istologici depositati in Procura, il decesso sarebbe stato causato dall’inalazione di acido solfidrico, un gas altamente tossico.
L’ipotesi investigativa è che la sostanza possa essersi sprigionata da un malfunzionamento delle batterie o da una reazione chimica avvenuta all’interno dell’imbarcazione.
