Nella suggestiva cornice della biblioteca del Convento di Santa Maria degli Angeli a Marano di Napoli, il presidente della commissione regionale anticamorra, beni confiscati, bonifiche ambientali ed ecomafie, Vincenzo Santangelo, è intervenuto in un’iniziativa con il prefetto di Napoli Michele Di Bari, il procuratore della repubblica di Napoli Nord Domenico Airoma e i commissari prefettizi del Comune di Marano.
"Marano è un luogo simbolo - ha dichiarato Santangelo - terra che ha sofferto il peso della camorra ma che oggi testimonia la forza della riscossa dello Stato. La Commissione che presiedo non vuole limitarsi al controllo: intende essere un motore di cambiamento concreto e duraturo".
Al centro del discorso la visione strategica: «L’anticamorra di domani si gioca sui beni confiscati, sulle bonifiche ambientali e sul contrasto senza tregua alle ecomafie. Non più solo repressione, ma rigenerazione di territori e comunità".
Il presidente ha annunciato una serie di iniziative legislative e operative che saranno presentate in Consiglio regionale nelle prossime settimane. «Una proposta di legge regionale sulle aziende confiscate: non più solo immobili da assegnare, ma imprese da far ripartire con gestione pubblica o in partenariato con terzo settore e cooperative, trasformandole in laboratori di legalità, occupazione e innovazione - ha evidenziato - un Progetto di educazione ambientale e antimafia nelle scuole: moduli obbligatori su ecomafie, bonifiche e valore dei beni confiscati per fare della tutela ambientale una coscienza civile diffusa tra i giovani; un censimento aggiornato dei siti inquinati in Campania: mappe precise e trasparenti per programmare bonifiche efficaci, in continuità con proposte già avanzate nella precedente consiliatura; una mozione per risorse straordinarie alle Asl per screening sanitari gratuiti e sistematici (0-50 anni) nelle aree a rischio, anche già bonificate, per rendere concreto il diritto alla prevenzione; il rafforzamento delle iniziative sociali nei beni confiscati: centri giovanili, orti sociali, palestre popolari, spazi per associazioni antimafia e incubatori di impresa pulita, affinché ogni bene restituito diventi presidio di comunità».
Santangelo ha sottolineato la collaborazione istituzionale: "Ho avuto un proficuo incontro con il commissario Vadalà e sono certo che produrrà risultati importanti per la nostra terra».
Chiosa finale sulla provincia di Caserta. "Il processo di beatificazione per don Peppe Diana è un segnale forte di una terra che non intende lasciarsi piegare dalla criminalità organizzata - ha evidenziato - quanto accaduto in questi giorni nell’agro aversano non cambia questo sentimento. Ci sono delle istituzioni mature e coraggiose pronte a difendere il nostro territorio: la commissione sarà sempre al loro fianco nelle battaglie di legalità a difesa della nostra provincia"..
