Pozzuoli, discarica abusiva: polizia municipale denuncia responsabile

L’operazione, condotta nell'ambito del contrasto ai reati ambientali

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Al termine degli accertamenti, sono scattati i sigilli...

Pozzuoli.  

Un cumulo di rifiuti speciali su un’area tra Via Ariete e il quartiere Licola ha fatto scattare indagini e sequestri da parte della polizia municipale di Pozzuoli, guidata dal comandante Fabio Felice De Silva.

L’operazione, condotta nell'ambito del contrasto ai reati ambientali, ha portato al sequestro preventivo di un'area di circa 28 metri quadri e alla denuncia del responsabile territoriale di una società. 

Durante un controllo del territorio gli agenti della squadra di polizia ecologica hanno individuato un ingente deposito di scarti edili, tra cui asfalto, brecciolino e tubi corrugati, riversati direttamente sul suolo. I rifiuti, sebbene differenziati per tipologia, non erano né coperti né isolati dal terreno, restando così esposti agli agenti atmosferici.  

L'area interessata risulta essere di proprietà congiunta del Comune di Pozzuoli e della parrocchia San Massimo e santa Maria Goretti.  

Dall'analisi della tipologia dei materiali, gli inquirenti hanno ipotizzato fin da subito che i rifiuti provenissero da attività d'impresa legate a scavi stradali. Ispezionando la zona, sono stati rinvenuti mezzi d’opera e cantieri appartenenti ad una nota società, concessionaria di lavori pubblici nel Comune di Pozzuoli.  

Nonostante i rifiuti fossero compatibili con l'attività della ditta, gli agenti hanno escluso la possibilità di un "deposito temporaneo regolare per diversi motivi: i rifiuti si trovavano a circa 300 metri di distanza dal cantiere più vicino.  

L'azienda non aveva alcuna disponibilità o autorizzazione all'uso di quell'area specifica. Lo stato di conservazione dei materiali ne pregiudicava ogni futuro riutilizzo, escludendo la natura di "sottoprodotti".  
Le indagini hanno portato all'identificazione del responsabile territoriale e procuratore speciale dell'impresa che si è assunto la responsabilità degli illeciti.  

Al termine degli accertamenti, sono scattati i sigilli. Gli agenti hanno proceduto al sequestro preventivo dei rifiuti e dell'area occupata per evitare la reiterazione del reato. Le accuse ipotizzate riguardano la gestione illecita di rifiuti e l'invasione di terreni o edifici