Una scia di sangue che si è consumata nel silenzio di un cantiere edile, nell'arco di più giorni, interrotta soltanto dalla segnalazione di due testimoni. C’è una svolta drammatica nelle indagini sulla morte delle due donne trovate senza vita nella notte tra il 17 e il 18 maggio a Pollena Trocchia, nel Napoletano. I Carabinieri hanno sottoposto a fermo un uomo di 48 anni originario di Sant'Anastasia, ritenuto il presunto responsabile di un brutale duplice omicidio.
Le vittime, identificate come due prostitute, sono una giovane di 29 anni originaria del Casertano e una donna ucraina di 49 anni.
La scoperta dei corpi nel cantiere di viale Italia
L'allarme è scattato poco dopo la mezzanotte all'interno di un palazzo in costruzione in viale Italia. I corpi delle due donne sono stati rinvenuti sul pavimento del piano seminterrato, ai piedi del vano ascensore. Secondo i primi rilievi effettuati dalla Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, le vittime sarebbero state fatte precipitare da due differenti piani della struttura.
A fare scattare il blitz dei militari della Tenenza di Cercola e della Compagnia di Torre del Greco è stata la testimonianza chiave di una coppia che si era appartata nei pressi del cantiere. I due avrebbero notato il 48enne entrare nell'area protetta insieme a una delle vittime e uscire da solo, poco dopo, stringendo in mano una borsetta da donna.
Le prime ammissioni: il movente economico e l'ombra del serial killer
Condotto in caserma e interrogato per ore dal Sostituto Procuratore di Nola, Martina Salvati, l'uomo avrebbe ceduto di fronte agli indizi raccolti dagli inquirenti, formulando le prime ammissioni.
L'ipotesi degli inquirenti: Secondo quanto ricostruito da Procura e Carabinieri, i due delitti non sarebbero avvenuti contemporaneamente, ma in due giorni diversi. L'indagato avrebbe consumato un rapporto sessuale con ciascuna delle due donne in momenti distinti, culminato poi in una violenta lite al momento del pagamento della prestazione.
Il quadro che sta emergendo dalle indagini della Procura di Nola assume contorni inquietanti, delineando la condotta di un predatore che avrebbe utilizzato la vulnerabilità delle vittime e l'isolamento del cantiere edile per compiere i delitti a distanza di ore, o forse giorni, l'uno dall'altro.
Le indagini in corso e i prossimi passi della Procura
Il decreto di fermo per duplice omicidio è stato firmato in mattinata. Le indagini, coordinate sul campo dalla comandante della Tenenza di Cercola, Ilaria Somma, proseguono ora su due binari. Da un lato gli esami autoptici: il medico legale dovrà stabilire l'esatta datazione del decesso delle due donne per confermare la discrepanza temporale indicata dal fermato. Contestualmente si analizzano i tabulati: I telefoni delle vittime e dell'indagato sono al vaglio per ricostruire gli ultimi contatti e verificare se vi fossero appuntamenti pregressi.
Il cantiere di viale Italia è stato posto sotto sequestro giudiziario, mentre nelle prossime ore si terrà l'udienza di convalida del fermo davanti al GIP del Tribunale di Nola.
