La Procura di Napoli accende i riflettori sull'Università Telematica Pegaso e sul suo fondatore Danilo Iervolino. Il patron della Salernitana è indagato, insieme ad altre 39 persone, in una maxi-inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Ferrigno e diretta dai sostituti procuratori Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francescapaola Colonna Romano.
Sotto la lente d'ingrandimento degli investigatori, come riporta l'agenzia ANSA, sono finite oltre 4200 iscrizioni a corsi di formazione, lauree e master che, secondo la Procura di Napoli, presenterebbero delle anomalie. Nel corso delle indagini è stata ascoltata anche il ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, estranea rispetto ai fatti ipotizzati.
Le contestazioni riguardano in particolare i corsi per la formazione degli educatori professionali socio-pedagogici, oltre a ulteriori vicende relative a corsi di laurea, master e percorsi post laurea. Nell'inchiesta sono coinvolti ex dirigenti, funzionari amministrativi, referenti territoriali e persone esterne alla Pegaso ma collegate alla rete dei poli di orientamento convenzionati con l'ateneo. L'ateneo si considera parte lesa nel procedimento.
Tra gli indagati, come detto, figurano anche Danilo Iervolino, fondatore e proprietario dell'Università Pegaso fino al maggio 2022, e Andrea Buonomo, già direttore operativo e commerciale del gruppo Multiversity. Le ipotesi di reato formulate sono, a vario titolo, associazione per delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e altri reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica.
I fatti oggetto di contestazione, come riporta l'ANSA, sarebbero riconducibili al periodo in cui a guidare la Pegaso era Iervolino e sarebbero proseguiti anche negli anni successivi, fino a tutto il 2025, con l'obiettivo di accrescere la competitività dell'università sul mercato, ampliando la platea degli iscritti e incrementando i ricavi derivanti dall'offerta formativa.
Gli inquirenti contestano presunte carenze nei sistemi di controllo e vigilanza interni, nella gestione delle procedure di immatricolazione, dei rapporti con i poli territoriali convenzionati e nell'organizzazione dei corsi, dei tirocini e degli esami svolti a distanza.
Uno dei filoni d'indagine riguarda anche lo svolgimento degli esami a distanza: sarebbero stati utilizzati software di accesso remoto come TeamViewer e AnyDesk sui dispositivi degli studenti e sarebbero stati condivisi preventivamente panieri contenenti domande e risposte delle prove d'esame. Al centro dell'attenzione degli inquirenti le presunte irregolarità nelle procedure di immatricolazione e nel riconoscimento dei crediti formativi, presunti episodi di alterazione delle modalità di svolgimento degli esami universitari e dei tirocini, nonché il conseguimento di titoli accademici in assenza dei requisiti richiesti dalla legge.
