Le analisi istologiche condotte nell'ambito dell'incidente probatorio sul caso di Domenico Caliendo, il bambino morto dopo un trapianto di cuore avvenuto il 23 dicembre scorso all'ospedale Monaldi di Napoli, hanno confermato che l'organo impiantato presentava una necrosi dei tessuti riconducibile all'esposizione al ghiaccio secco durante il trasporto.
I risultati dell'incidente probatorio
Gli approfondimenti, durati circa due ore, hanno riguardato l'analisi dei vetrini e dei campioni istologici del cuore trapiantato. Al termine delle operazioni, Luca Scognamiglio, medico legale consulente della famiglia di Domenico, ha dichiarato: "Oggi è stata completata l'analisi dei vetrini, dei campioni istologici del cuore trapiantato. Dal nostro punto di vista è stato un incontro produttivo perché, chiaramente, si è confermato quello che era pacifico dal nostro punto di vista. Cioè che era un cuore necrotico, il cuore che è stato impiantato a Domenico, dato ascrivibilissimo al noto trasporto col ghiaccio secco".
Le implicazioni sull'uso dell'Ecmo
Oltre alla necrosi tissutale, Scognamiglio ha sottolineato che le analisi hanno fornito elementi significativi anche rispetto all'uso prolungato dell'Ecmo, il sistema di ossigenazione extracorporea cui il piccolo Domenico era stato sottoposto nel decorso post-operatorio.
